Mediterraneo fonte di energia rinnovabile: le onde

Mediterraneo fonte di energia rinnovabile: le ondeEnergia da moto ondoso? Adesso si può”! Attenti ricercatori del  Dipartimento di meccanica del Politecnico di Torino da tempo studiano come farlo e, adesso hanno trovato anche con chi farlo!  Nel rapporto “Energia da moto ondoso, fattibilità e produttività i ricercatori (G. Bracco, E. Giorcelli, A. Gulisano, G. Mattiazzo  e D. Poggi) oltre la storia della ricerca si analizza in modo perfetto  la risorsa dalla quale si può produrre energia: «Il moto ondoso è generato dal vento che spira su ampie distese di mare. Il meccanismo di generazione delle onde e complesso e tutt’oggi sono in corso numerose analisi per comprendere più approfonditamente il fenomeno. Tuttavia può essere riassunto in tre fasi principali:1. Il vento esercita delle forze tangenziali sulla superficie del mare inducendo la formazione di onde. 2. Flussi turbolenti creano fluttuazioni di sforzi normali e di taglio che, se in fase con il sistema di onde presente, incrementano la formazione ondosa. 3. Raggiunta una certa dimensione, il vento esercita una forza maggiore sulla parte più elevata dell’onda, aumentandone ulteriormente le dimensioni. L’energia solare che genera i venti che spirano lungo le distese marine può essere concentrata in onde con livelli di potenza fino a oltre 1’000 kW al metro di lunghezza di cresta d’onda. La risorsa di energia da moto ondoso è stimata essere compresa tra 8’000 e 80’000 TWh annui in confronto alla produzione attuale di energia elettrica che raggiunge i 20’000 TWh all’anno. La tecnologia che oggi rappresenta lo stato dell’arte potrebbe essere in grado di estrarre approssimativamente 800 GW per un totale di 2’000 TWh di energia prodotta all’anno».(fonte Greenreport)

Come avevamo già scritto qualche settimana fa, il Mediterraneo è un mare di energia. Infatti è oramai più che noto che le potenzialità del Mediterraneo sono immense, e, il nostro mare è una fonte di Energia Rinnovabile, i ricercatori del Politecnico di Torino a tal riguardo dicono:  1. Il Mediterraneo può diventare il sito di installazione preferenziale di prototipi di nuovi wave energy converter (WEC), garantendo un’onda più regolare e meno potente di quelle oceaniche. L’individuazione di un sito labolatorio/palestra per questo tipo di attività risulta essenziale. 2. La presenza di numerose isole e arcipelaghi minori, attualmente alimentati da fonti energetiche non sostenibili e vincolate alla rete continentale, consente lo sfruttamento della tecnologia ondosa, integrata in architetture più complesse di approvvigionamento sostenibile, per raggiungere l’indipendenza energetica delle stesse dal territorio nazionale. 3. Al contrario di aree del nord Europa, dove la risorsa energetica raggiunge livelli di potenza maggiori, ma l’attuale sviluppo della rete di trasporto elettrico terrestre non ha adeguati livelli di sviluppo in zone costiere, l’Italia e l’intero bacino del Mediterraneo presentano una capacità di connessione costiera estremamente elevata. Questo può implicare un notevole vantaggio socio-economico per lo sviluppo di questa tecnologia nell’area Mediterranea». (greenreport)

Il tutto deve essere fatto sfruttando le energie prodotte dal moto ondoso e dunque attraverso il  Convertitore Iswec (Inertial Sea Wave Energy Converter) creato dai nostri ricercatori.  E’ questo un convertitore galleggiante che utilizzando l’inclinazione del fianco dell’onda può produrre energia,  nel Mediterraneo italiano questo, a detta dei ricercatori, potrebbe essere posizionato a  La Spezia, Alghero, Pantelleria, che risultano essere tutti luoghi dove le onde si caratterizzano con determinate peculiarità.

 

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