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Una grana spinosa per l’Antimafia: il caso del collaboratore Varacalli

Il pentito Rocco Varacalli, collaboratore di giustizia che ha fatto emergere l’infiltrazione delle ‘ndrine in Piemonte e Liguria e che con le sue dichiarazioni sta creando non pochi problemi per le ‘ndrine della Locride,  da tempo si trova in Sardegna, sotto protezione, potrebbe presto essere trasferito in altra localita’  perche’ denunciato per maltrattamenti dalla sua convivente. In questi giorni, per cercare di risolvere la situazione e’ arrivato  a Cagliari il procuratore di Torino Giancarlo Caselli. che ha incontrato per un’ora il procuratore Mauro Mura.  Contrariamente a quanto il collaboratore di Giustizia ha sempre pensato, e cioè che per lui il pericolo potesse arrivare dalle cosche danneggiate dalle sue dichiarazioni, oggi la minaccia gli viene dalle parole della sua convivente che avrebbe messo al corrente le illecite attività del fidanzato, Rocco Varacalli.

Il Varacalli , capomafia della ndrangheta calabrese, dal  trascorso nebuloso, è uno dei rari pentiti di ‘Ndrangheta, il suo profilo si definisce sempre più con il caso Roberto Romeo un odontotecnico di 26 anni,  ucciso a Rivalta nella gelida notte del 30 gennaio 1998, quattro colpi di pistola al torace, due alla testa. E’ proprio il Varacalli che dopo aver fatto luce su questo delitto disegna anche la nuova mappa delle mafie del territorio piemontese. Da allora con l’aiuto di un altro collaboratore di giustizia  Rocco Marando,  della famiglia che controllava la zona di Volpiano, beni 150 arresti  hanno assestato un duro colpo alle attività illecite delle cosche,anche se, da maggio scorso Marando non è più reperibile.

Più o meno due anni fa, la scena si sposta in Sardegna,   un maresciallo dei carabinieri lascia incustodita la pistola di ordinanza che ha in dotazione, qualcuno ne approfitta e se ne impossessa. Quell’arma ricompare nelle campagne di Ussana dove i militari di Dolianova  indagano sull’omicidio di Alberto Corona,un giovane pastore di Donori ammazzato  in un ovile di Serdiana a pochi chilometri dal luogo del ritrovamento dell’arma. Accusati del delitto due pastori che lavoravano  per Varacalli, Raffaele e Francesco Baldussu, padre e figlio. Il movente: una questione di gelosia. L’indagine: il materiale portato da Varacalli. Ora  gli avvocati dei due pastori accusati di omicidio sostengono che a uccidere Corona sarebbe stato proprio il pentito per coprire un traffico di droga scoperto per caso dal Corona.
Ed ora, un’inchiesta nata un mese fa, dopo la denuncia dell’attuale compagna, una donna di Selargius da cui ha anche avuto un figlio: la donna avrebbe citato anche un episodio che sarebbe accaduto due anni fa, epoca in cui Varacalli l’avrebbe minacciata con una pistola. Indiscrezione che non ha però trovato conferme. Dal canto suo il calabrese nega decisamente qualunque minaccia nei confronti della compagna, che a suo dire lo avrebbe accusato solo per gelosia spinosissimo caso che sta mettendo in subbuglio la direzione nazionale Antimafia.

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Comments

  • Omicidio di Serdiana: due donne sono la chiave. Rocco Varacalli ha un alibi di ferro | Mediterranews 31 agosto 2011 at 5:40 PM

    […] di Serdiana: due donne sono la chiave. Rocco Varacalli ha un alibi di ferro Tweet Rocco Varacalli, il pentito delle ‘ndrine calabresi oggi è stato sentito in merito all’omicidio di […]

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  • Rocco Varacalli: l’uomo che svela le infiltrazione delle ‘ndrine in Piemonte. Uno dei pochi pentiti d’Ndrangheta | Arkigatto 10 ottobre 2012 at 7:49 PM

    […]  Rocco Varacalli, un uomo che con le sue parole è riuscito a far conoscere allo Stato le modalità di infiltrazioni delle ndrine in Piemonte, persona che spesso ha amato stare alla ribalta delle cronache non lesinando interviste e quanto altro, ha anche svelato i segreti delle cosche e, solo attraverso  le sue rivelazioni avessero permesso alla Procura di Torino di scoprire non solo gli insediamenti della mafia calabrese in Piemonte, ma anche gli intrecci dei clan con la politica. Varacalli da anni ormai vive in Sardegna, ed è noto come  “camorrista di sgarro” ma anche importante pentito di rango. In Sardegna oltre alle strane vicende di donne e ovili in cui il pentito si è trovato immischiato, pare che sia stato sorpreso mentre, con la figlia di 16 anni e un suo dipendente extracomunitario, anch’egli minorenne, usciva da una pizzeria di Settimo San Pietro, paese in provincia di Cagliari, e,  nel pick-up che aveva parcheggiato poco prima in strada i carabinieri hanno trovato cento metri di cavi di rame, rubati poco prima in un cantiere della zona. Varacalli, vive nel cagliaritano dal 2007, fa l’allevatore, immediatamente ha respinto l’accusa dei Carabinieri:«Vi sembro il tipo che va a rubare con la figlia? Quel furgone lo usano molti dei miei collaboratori, non mi sono accorto di quello che c’era nel cassone… ». […]

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