Sarah Scazzi: Non è stato Michele Misseri. Una testimonianza fondata

Sarah Scazzi: Non è stato Michele Misseri. Una testimonianza fondata

Sarah Scazzi: Non è stato Michele Misseri. Una testimonianza fondata

Ad quadi un anno dalla vicenda che ha visto la prematura morte della giovanissima Sarah Scazzi oggi si parla di una pista diversa.

La Gazzetta del Mezzogiorno oggi ci informa di qualcosa che nessuno aveva mai osservato, nelle pagine trattenute in ben 12 faldoni vi è una testimonianza lasciata quasi morire.

Spunta infatti un interrogatorio risalente al 22 settembre, sette giorni prima del recupero del telefonino della 15enne di Avetrana e quasi un mese dopo la sua scomparsa (avvenuta il 26 agosto: venerdì prossimo l’anniversario), un interrogatorio che portò gli inquirenti ad accendere i riflettori (e ad avviare le intercettazioni telefoniche e ambientali) nei confronti dei componenti della famiglia Misseri.

Sarah il giorno prima della scompara, il 26 agosto, dunque il  25 agosto va con sua cugina Sabrina e altri amici in una birreria di Avetrana. Ma mai nessuno  fino al 22 settembre aveva raccontato al pm Mariano Buccoliero quello che invece mise a verbale Stefania De Luca, una ragazza di Avetrana che casualmente era seduta vicino al tavolo occupato da Sarah e la sua comitiva, che conosceva bene. Nessuno poi ha mai riparlato di Stefania. Perchè?

«Ero seduta ad un tavolo vicino la porta di ingresso del locale. Dopo poco ricordo che a bordo dell’auto di Mariangela Spagnoletti sono arrivate la stessa Mariangela, Sabrina Misseri e Sarah Scazzi. Sono entrate nel locale, ci siamo salutate e subito Sabrina ha pronunciato la seguente frase: “Questa volta è davvero finita” è chiaro e lampante che la Misseri qui si riferisce al rapporto che aveva con Ivano Russo. In particolare già da tempo Sabrina mi aveva parlato più volte del suo interesse nei confronti di Ivano, della sua infatuazione per lo stesso. La stessa mi diceva in diverse occasioni che i comportamenti di Ivano la lasciavano sperare in ordine ad un suo interessamento. Evidentemente durante la giornata del 25 agosto era accaduto qualcosa per cui aveva deciso di troncare questa situazione con Ivano. Dopo questo primo approccio, Sabrina e Mariangela sono entrate nel locale per prendere una bevanda mentre Sarah è rimasta vicina a me. Ho notato quindi che Sarah era molto turbata ed aveva gli occhi lucidi, tanto che le ho chiesto che cosa era accaduto. Sarah non rispose, stringendo le spalle e chinando la testa, all’osservazione se il suo umore fosse legato alla partenza del fratello, rispose affermativamente, aggiungendo che il fratello non sarebbe tornato presto ad Avetrana».
Ecco altri dettagli: «Sabrina sgrida Sara: “Si vende, si vende, lo dice pure sua madre”. In quel momento Sarah è letteralmente sbiancata ed ha chinato la testa quasi piangendo, anzi ho notato che ha iniziato a piangere. Dopo l’incontro del 25 agosto, ho rivisto, sempre nella stessa birreria, Sabrina. Ho iniziato il discorso della scomparsa di Sarah ed ho chiesto se c’erano novità. Ricordo di aver detto a Sabrina: “Vuoi vedere che ha preso il treno e se n’è andata da Claudio perché la sera del 25 era molto giù per la partenza del fratello?”. Sabrina mi rispondeva dicendo: “No, che stai dicendo, mica stava così per quello, era perché in macchina aveva litigato”».
Sembra che questa sia la testimonianza che ha attivato gli investigatori anche se molto ancora non torna. tra le righe qui si potrebbero leggere gelosie di Sabrina e quindi Michele Misseri il 29 settembre che ha  fatto ritrovare il cellulare di Sarah e il 4 ottobre, in auto, sapendo di doversi presentare dai Carabinieri due giorni dopo per essere interrogato, si lascia andare ad uno sfogo («Io non vi credo, io vi scoprirò, mi dispiace per tua figlia»), intercettato da una cimice dei carabinieri, probabilmente più vero e più sincero delle tante lettere scritte negli scorsi mesi.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *