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Metodo Zamboni e Sclerosi Multipla: dubbi sullo studio Cosmo dell’Aism

Published on ott 30 2011 // salute     Questo articolo è stato scritto da Alessandro Rasman

Negli ultimi giorni il mondo della ricerca sulla sclerosi multipla ha vissuto un’importante contraddizione che ha creato non poca inquietudine tra i numerosi malati (oltre 60.000 in Italia) di questa patologia gravemente invalidante, con esordio soprattutto tra i 20 e i 40 anni e dunque nel pieno delle loro attività.
Facendo un passo indietro ricordiamo che da circa tre anni sono sorte nuove speranze per i malati e le loro famiglie grazie agli studi sulla correlazione tra la sclerosi multipla e l’insufficienza venosa cronica cerebro spinale (CCSVI), scoperta nel 2008 dal prof. Paolo Zamboni, Direttore del Centro Malattie Vascolari dell’Università di Ferrara.
Durante il congresso internazionale sulla sclerosi multipla Ectrims 2011, che si è tenuto ad Amsterdam dal 19 al 22 ottobre, un noto neurologo italiano ha dichiarato alla stampa “la frequenza di Ccsvi è stata confermata in meno del 10%”, e ancora “già con l’analisi ad interim di Cosmo si è completamente sgonfiata l’ipotesi che la Ccsvi sia una causa o una significativa concausa della sclerosi multipla”.
Queste dichiarazioni hanno suscitato notevole scalpore visto che non sono state supportate da alcun poster o abstract che di norma i ricercatori presentano durante i congressi e visto che il medico che le ha rilasciate è un accanito oppositore della teoria del prof. Zamboni e si trova in un importante conflitto d’interessi per via dei suoi rapporti con alcune case farmaceutiche, facilmente documentabili.
Se ciò non bastasse dopo le numerose conferme scientifiche arrivate negli ultimi mesi sulla validità dell’ipotesi del prof. Zamboni, negli stessi giorni del congresso di Amsterdam sono stati pubblicati due nuovissimi studi che hanno nuovamento confermato la correlazione tra la sclerosi multipla e la CCSVI con percentuali molto alte, rispettivamente nel 79,7% e nell’86%. Il primo da parte di un team americano dell’Università di Buffalo guidato dal prof. Zivadinov ed il secondo da un team multicentrico italo-canadese coordinato dal prof. Bastianello dell’Università di Pavia.
Tutto ciò pone una serie di importanti interrogativi sulla validità e sulla correttezza dello studio Cosmo, finanziato dalla Fondazione Italiana Sclerosi Multipla (Fism-Aism), che già un anno fa aveva visto le polemiche dimissioni dal Comitato Scientifico dello stesso prof. Zamboni, scopritore della CCSVI, a causa del mancato rispetto del suo protocollo.
Forse sarebbe utile un’attenta riflessione sull’argomento da parte del Comitato Scientifico della Fism-Aism nell’esclusivo interesse dei malati e dello loro famiglie.

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1 Comment

  1. SALVONo Gravatar scrive:

    Quelli dell’Aism e certi neurologi sono da xxxxxxxxx !!! La percentuale è altissima in tutte le ricerche fanne nel mondo tranne che in quella dell’Aism.

    Firmato un operato di Ccsvi che sta molto meglio dopo l’operzione.

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