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Capitan Spaventa e maschere liguri

Published on gen 10 2012 // cultura, medit...errando     Questo articolo è stato scritto da Giuseppe

Arriva il carnevale e le maschere italiane stanno per coinvolgerci con allegria, lazzi e sberleffi. Quando si parla di maschere, la mente va o alla Commedia dell’Arte o alle maschere simbolo delle varie regioni italiane. In Liguria, la regione dove abito, la maschera per antonomasia è Capitan Spaventa, nominato anche come Capitan Fracassa. Indossa un vestito a strisce gialle e arancioni, molto spagnoleggianti, un cappello a larghe tese ornato di piume colorate lunghi baffi e una lunga spada appesa al fianco, molto rumorosa. E’ la rappresentazione dello spadaccino intrepido che usa più le chiacchiere che la spada per combattere.

Oltre al capitano vi sono anche altre maschere minori e di cui non si parla mai.

In primis c’è Cicciulin. E’ il re del carnevale savonese dal 1953. Rappresenta il marinaio d’animo nobile e generoso, che ha solcato tutti i sette mari. Come marinai ha i suoi sette figli avuti da altrettante mogli: una per ogni porto. Oltre al tipico abbigliamento da marinaio, porta una corona ed indossa tre collane: una verde che rappresenta le colline che circondano Savona, una marrone che rappresenta la terra e una azzurra che simboleggia il mare. Essendo un re è accompagnato da una dama (a Signua), dalle damigelle, le popolane, dal giullare dai suoi sette figli.

A Loano abbiamo u Becciancin, nato dalla fantasia popolare loanese. E’ un giardiniere allegro, burlone ed apprezza il buon vino; cura i giardini, annaffia gli orti e quando vede le coppiette che si scambiano baci d’amore, si diverte a bagnarle con la rigadera (l’annaffiatoio) per spegnere i bollori della passione e scappare, poi, ridendo. In coppia con lui c’è Puè Peppin che è il re del Carnevalöa (Carnevale di Loano). Porta una parrucca bionda a boccoli con sopra la corona; il vestito che indossa, rappresenta l’emblema della cittadina: la torre dell’orologio.

Ed ecco che arriva Nuvarin der Castè. E’ un giullare – menestrello, simbolo di Cairo Montenotte. Le sue origini risalgono all’epoca degli Scarampi, i signori di Cairo, che per alleviare le sofferenze del popolo colpito dalla peste, mandò Nuvarin per le vie del borgo a diffondere ottimismo e speranza.

Non si possono dimenticare altre maschere liguri, di cui, però si hanno poche

Mumin a Pescea

notizie. Vi sono Rebello e Rebellina, gli straccivendoli (Chiavari); Mummin a pescea e Meneghin (Domenico) a treggia, il pescatore e la pescivendola; la genovese Baciccia ed infine Ulivin la Tina di Arnasco.

Ogni regione ha le sue maschere minori, a volte sconosciute, ma che rallegrano ogni anno il carnevale unendosi in un unico abbraccio con i vari Arlecchino, Pantalone, Pulcinella e tutte le maschere della Commedia dell’Arte.

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3 Comments

  1. DaniloNo Gravatar scrive:

    Bellissimo articolo complimenti.. quasi mi commuove leggere del carnevale della mia terra natale.. promuovo e condivido!

    • GiuseppeNo Gravatar scrive:

      Grazie Danilo :-)
      Già che parli di terra natale, anche se sei di Genova o Savona o Imperia o La Spezia, leggi ” Zonzo per la riviera delle Palme.
      Ciao

  2. [...] 22 gennaio, sua Maestà Cicciulin e la di Lui consorte, sbarcheranno alla vecchia d’arsena per prendere simbolicamente possesso [...]

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