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Sclerosi Multipla: da Vasto uno studio sul microcircolo venoso cerebrale

Published on ott 05 2012 // salute     Questo articolo è stato scritto da Alessandro Rasman

Durante il 28° congresso del Comitato europeo per il trattamento e la ricerca nella sclerosi multipla (ECTRIMS), che si terrà a Lione dal 10 al 13 ottobre, verrà presentato il poster di un interessante studio intitolato “Deflusso venoso cerebrale nella sclerosi multipla studiato con la fotopletismografia cerebrale transcranica“.


Secondo alcuni ricercatori italiani, coordinati dal dr. Stefano Viola dell’Ospedale di Vasto, l’insufficienza venosa cronica cerebro spinale (CCSVI) è una anomalia rilevata e causata dal restringimento delle vene che drenano il sangue impoverito di ossigeno dal cervello e dal midollo spinale. Si è teorizzato che il rallentato drenaggio di sangue possa causare una congestione venosa cerebrale che porta ad una mancanza di ossigeno nel cervello dei pazienti con sclerosi multipla (SM). Studi recenti non hanno suggerito alcuna evidenza di congestione venosa cerebrale ed un aumento della pressione venosa intracranica. Molti studi hanno dimostrato un’ipoperfusione cerebrale nei pazienti con sclerosi multipla. Recenti studi hanno riportato il miglioramento di alcuni sintomi in pazienti con SM, dopo la dilatazione con palloncino delle vene giugulari-azygos stenosizzate.

L’obiettivo dei ricercatori era quello di studiare il deflusso venoso cerebrale nella SM.

Sono stati studiati 30 pazienti affetti da SM, secondo i criteri rivisti di McDonald , 11 uomini e 19 donne, età 42,3 ± 9,2 anni, EDSS 3,01 ± 2.1, e 20 controlli sani bilanciati per età e sesso. Il gruppo SM includeva: 21 pazienti RR, 2 SP, 2 PP e 5 CIS. E’ stata studiata la microcircolazione cerebrale (capillari, venule) della corteccia frontale bilateralmente con la fotopletismografia cerebrale transcranica, una tecnologia sicura, ripetibile e non invasiva. E’ stato misurato l’aumento di volume ematico cerebrale (CBV) in unità arbitrarie (au) da zero basale, dopo la compressione per 10 secondi delle vene giugulari interne di entrambi i lati in posizione seduta indicativa della portata-pressione nei capillari e nelle venule. E’ stata misurata mediante ecodoppler la velocità del flusso sanguigno delle vene giugulari interne (BFVJV) in posizione supina.

Dopo la compressione delle vene giugulari interne, l’aumento del CBV è stata di 8,3 ± 11,1 a.u. in pazienti con SM e di 42,5 ± 11.6 a.u. nei controlli sani. L’aumento del CBV era significativamente più basso nei pazienti con SM (-80,4%, p meno di 0,0001) rispetto ai controlli. Non sarebbe stata trovata alcuna occlusione delle vene giugulari interne e una differenza significativa nella BFVJV tra i pazienti con SM e i controlli p = 0,88.


Al termine dello studio, secondo gli autori, un minore flusso-pressione nei capillari e nele venule sembra essere presente nella corteccia frontale dei loro pazienti con SM. Questa condizione non permette una congestione venosa cerebrale in posizione verticale, e può spiegare il miglioramento dei sintomi nei pazienti con sclerosi multipla dopo la dilatazione con palloncino delle vene giugulari-azygos stenosizzate, perché, in questa condizione, un piccolo aumento nella resistenza del deflusso venoso cerebrale potrebbe ostacolare il flusso di sangue del microcircolo cerebrale.

Fonte: http://registration.akm.ch/einsicht.php?XNABSTRACT_ID=155074&XNSPRACHE_ID=2&XNKONGRESS_ID=171&XNMASKEN_ID=900

COMMENTO (del dr. David Hubbard):

Gli autori dello studio hanno utilizzato la fotopletismografia cerebrale transcranica, per misurare la microcircolazione nei capillari e nelle venule dei lobi frontali, prima e 10 secondi dopo la compressione di entrambe le vene giugulari interne. Nei pazienti con SM l’aumento del volume cerebrale del sangue era l’80,4% in meno rispetto ai controlli normali, suggerendo che un basso flusso di pressione sia causato dalla CCSVI.

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