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Il glisofato, l’erbicida utilizzato in tutto il mondo

Il glisofato, l’erbicida utilizzato in tutto il mondo

Il glifosato è l’erbicida maggiormente utilizzato a livello mondiale e sulla cui pericolosità non si hanno dati certi

Il glisofato, impiegato in larga scala a partire dagli anni 1950, è un potente erbicida del quale, di recente, si sono trovate tracce in alcune bevande, come delle birre, ed in molti alimenti.

Il ricorso frequente a questo tipo di prodotto chimico per eliminare le piante infestanti ha determinato un forte inquinamento globale che riguarda tutti i principali Paesi produttori.

I pareri delle autorità scientifiche

Non si conoscono i potenziali effetti del glifosato sulla salute ma, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro,Iarc, ha sottolineato che potrebbe intervenire sul dna, modificarlo e quindi predisporre ad alcune forme tumorali. La tesi è invece smentita dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare, l’Efsa, che non lo inserisce fra le possibili cause della malattia.

Il glifosato è stato messo fuori legge dalla Francia che ha ne ha vietato il suo utilizzo, in particolare quando miscelato ad altri prodotti potenzialmente dannosi.

glifosato

L’indagine in Italia sul glisofato

Secondo un’indagine svolta dal giornale Test Salvagente, l’erbicida si trova non soltanto in molti prodotti comuni, come per esempio la pasta e le farine, ma anche nell’acqua potabile. Si tratta della conferma del fatto che l’impiego massiccio da parte delle aziende ha provocato la contaminazione delle falde acquifere e del terreno. La ricerca pubblicata da Test Salvagente sottolinea che il glifosato, negli alimenti esaminati, è presente in quantità inferiori rispetto ai limiti di legge. Inoltre, non tutti i prodotti appartenenti allo stesso marchio presentavano tracce dell’erbicida. Il problema delle possibili conseguenze negative sulla salute umana sono particolarmente importanti perché, il glifosato, è l’erbicida maggiormente diffuso ed utilizzato da tutti i Paesi, Oriente compreso.

I residui chimici negli alimenti

Il problema dei residui chimici negli alimenti è collegata alla salvaguardia della salute umana e dell’ambiente.

In base al rapporto annuale dell’Efsa del 2013 si apprende che su 80967 rilevazioni condotte su alimenti vari, quasi tutti, esattamente il 97.4%, ha residui che non oltrepassano i limiti di legge. Il 27.3% presentava più di un residuo chimico. Proprio la compresenza di residui appartenenti a differenti prodotti rappresenta una delle tante incognite che devono essere approfondite dalla scienza. La maggioranza degli alimenti controllati è di origine europea, il 68.2% ed il 27.7% è extra europea.

Bisogna segnalare che, rispetto al 2012, le percentuali di residui rintracciati nei prodotti appartenenti a Paesi terzi è diminuito passando dal 7,5% al 5,7%.

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