Maturità 2016 Il voto delle Donne traccia di Italiano

Le donne italiane sono state da sempre grandi protagoniste della vita sociale, nel 900 ad esempio partecipano alla Prima Guerra Mondiale, non solo mogli, sorelle, fidanzate ed amanti ma crocerossine e persino segretarie. Nonostante i limiti imposti da una società patriarcale e maschilista al sud, se l’uomo resta fermo nel tempo con rapporti sociali immutati per la donna il 900 è l’epoca dei cambiamenti. Le donne erano così uno strumento creativo, uscivano dalla passività imposta in modo netto e chiaro, la società doveva accettare.

Donne che lavorano in fabbrica spesso passavano dal padre padrone al padrone, ma la miccia esplode durante la Prima Guerra Mondiale è qui che le donne prendono coscienza di essere parte portante della società italiana.

Era il 1912 quando Il Governo Giolitti decreta il suffragio elettorale, le donne però venivano escluse per Giolitti una donna non poteva capir la politica, era questo l’atteggiamento più diffuso in tutto il PAese. E poi la Guerra, la Prima Grande Guerra vede le donne diventare attive protagoniste di città e paesi quasi privi di forza maschile .

La donna passa rapidamente da angelo del focolare a protagonista attiva della società, comitati femminili che crescono e si radicano un pò ovunque è tempo di cambiare ed in Italia soffia un vento nuovo. Accadeva già  tra la fine dell’’800 e i primi anni del ‘900 alcuni comitati femminili avevano tentato di far riconoscere il diritto di voto alle donne Obiettivo,conquistato solamente con un decreto del 1945. E’ il  30 gennaio 1945 che il Consiglio dei Ministri riconobbe velocemente il suffragio universale femminile.E’ a marzo 1946  in una Italia liberata però che vengono indette le prime elezioni amministrative con le donne attive elettrici, immediatamente dopo è  il 2 giugno 1946, al Referendum istituzionale per la scelta tra Monarchia e Repubblica.

Il  2 giugno 1946 il Corriere della Sera pubblicava tra gli altri un articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto alle labbra. La motivazione è così spiegata: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio.”

Dal 2 di giugno è però un continuo crescere di partecipazione femminile alla vita sociale del Paese, le donne diventano parte attiva nel processo costituente .

Da staffette partigiane a grandi innovatrici del tessuto sociale Italiano a madri della Costituzione il salto e poco ed allora 21, giovani donne italiane fanno parte della Costituente. Adele Bei Bianc a Bianchi Laura Bianchini Elisabetta Conci Maria De Unterrichter Jervolino Filomena Delli Castelli Maria Federici Nadia Gallico Spa n o Angela Gotelli Angela M. Guidi Cingolani Leonilde Iotti  detta Nilde, Teresa Mattei Angelina Livia Merlin Angiola Min ella Rita Montagnana Togliatti Maria Nicotra Fiorini Teresa No c e Long o Ottavia Penna Buscemi Elettra Pollastrini M. Maddalena Rossi Vittoria Titomanlio, donne oggi quasi dimenticate che hanno scritto le pagine della nostra Costituzione.

La società cambia rapidamente in Italia ed arriva anche il femminismo da qui è un susseguirsi di battaglie di civiltà vinte dalla forza propulsiva delle donne.

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