Maturità 2016 Significati del confine. I limiti naturali, storici, mentali, Recensione

zanini i confini

Tra le tracce della maturità 2016 si riflette sui confini.  Significati del confine. I limiti naturali, storici, mentali, da un brano di Piero Zanini. Che cos’è un confine? Da cosa nasce, come si sviluppa, a cosa o a chi serve un confine? Domande fondamentali in una situazione come quella attuale ed è così che è importante analizzare il testo di Zanini che ne parla.

Pietro Zanini  è uno noto architetto del 900, nasce a Udine, 1895 – Udine,  e lì muore il 6 maggio 1990. Pensatore  profondo ragiona sui confini e ne fa nascere una vera indagine sociologica ed antropologica.  Il confine, sostiene Zanini  si sviluppa sia la necessità di segnare il luogo di una differenza, uno spazio in cui potersi riconoscere regole e norme stabiliscono il confine immaginario tra mondo esterno ed interno.

Le linee ed i punti tracciano una delimitazione di spazio che, “lo toglie dal nulla, dall’infinito, gli attribuisce una dimensione” Per Zanini però il confine è anche  spazio sacro del rapporto tra il cielo e la terra, linea di separazione tra ciò che sta all’interno e ciò che rimane escluso, separato, esterno.

I confini hanno per Zanini una valenza doppia, infatti possono persino delimitare ordine e disordine, certezza ed incertezza e poi ovviamente comunità ed è qui che entra in gioco il valore della frontiera. Interno o esterno ad una frontiera, parte dì o escluso da.

Secondo quanto scrive Zanini nelle sue analisi la frontiera è una costruzione artificiale che nasce da motivazioni sociali e non geografiche ed è, per questo, sempre modificabile. E’ un limite invalicabile qualora lo si superi si entra in scontro con il nemico che tenta di proteggersi chiudendo i varchi. Niente di più attuale in una Europa dove la paura del diverso fa nascere nuove barriere, nuovi muri e nuovi scontri sociali.

All’interno di una determinata frontiera, scrive Zanini, il diverso può essere un nemico.  Vero? Oggi in un mondo dove la cultura dell’accoglienza diventa fondamentale riflettere sul concetto di frontiera potrebbe sembrare futile, ma non è così basta pensare alle pulsioni populiste italiane e quelle al limite del razzismo di alcuni Paesi neocomunitari.

Intanto però è anche vero che per Zanini la frontiera ha bordi mai perfettamente definibili né in assoluto impermeabili, lascia spazio ad una soglia dove “la regola che il confine stabilisce non vale più, la terra selvaggia dove ognuno deve badare a se stesso e tutto diventa possibile”, una terra di nessuno dove i diversi e gli espulsi sostano come sospesi, un luogo senza tempo nè spazio: il confine. Il confine è per Zanini il luogo del malinteso,  quel luogo geografico delimitato da linee e punti che muta le condizioni ed alloa  è “la condizione che trasforma qualcuno in straniero”

Lo straniero però chi è? E’ colui che non sta negli spazi.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *