AMBASCIATA DEL MAROCCO: SU GUERGUERAT CI AUGURIAMO CHE ONU POSSA PORTARE POLISARIO ALLA RAGIONE

“Lo scorso agosto 2016 nell’ambito della guerra al traffico illecito di droga, armi, infiltrazioni terroristiche e addirittura di esseri umani che tutti sappiamo essere la facciata delle organizzazioni e gli elementi attivi nella cornice del terrorismo internazionale che operano nella regione del Sahel, il Regno del Marocco ha intrapreso un’operazione nell’estremo sud del Regno per neutralizzare tali elementi, attivi nella zona tristemente conosciuta come “Kandahar”, al confine con la Mauritania. Un’operazione svolta con la conoscenza delle autorità della Mauritania e la MINURSO (Missione delle Nazioni Unite per il Referendum nel Sahara Occidentale)”. È quanto ricorda in una nota l’ambasciata a Roma del Regno del Marocco.
“Considerato l’intenso flusso di merce e di persone, in provenienza dall’Europa e dal Marocco non soltanto verso la Mauritania e l’Africa sub – sahariana ma anche verso i campi profughi di Tindouf (in Algeria) e viceversa, che transitano attraverso il valico di Guerguerat da 20 anni.
Viste le difficoltà a causa delle critiche condizioni ed alla totale mancanza di infrastrutture stradali adatte al trasporto di mezzi pesanti e leggeri dal valico di Guerguerat fino alla frontiera con la Mauritania, ossia su una distanza di circa 5 km.
Viste le insistenze e le ripetute proteste da parte dei trasportatori e passeggeri, le autorità della regione di Dakhla – Ouad – Eddahab hanno deciso di asfaltare il tratto interessato.
Dopo l’avvio dei lavori, il Fronte Polisario, in chiara violazione del cessate il fuoco, ha mobilitato un gruppo armato che ha minacciato e costretto i lavoratori civili dell’impresa costruttrice a interrompere i lavori. Oltre a questa violazione, hanno anche bloccato i mezzi che trasportavano prodotti deperibili, causando gravi danni e perdite a cittadini marocchini.
Tale azione, accompagnata dalla presenza minacciosa di questi elementi armati in una zona smilitarizzata secondo l’articolo militare numero 1 firmato nel 1991, ha provocato uno stato di insicurezza e di tensione in tutta la regione, costringendo il Marocco a schierare elementi della polizia e gendarmeria per garantire la sicurezza dei cittadini marocchini e stranieri in transito attraverso il valico di Guerguerat.
Il risultato di questa situazione inedita è la presenza di elementi armati del Polisario, faccia a faccia con la polizia e la gendarmeria del Marocco, ad appena una distanza di 120 metri.
Malgrado la presenza della MINURSO, il pericolo di un solo sparo d’arma da fuoco potrebbe scatenare un confronto bellico dalle imprevedibili dimensioni e conseguenze. Non vi è dubbio che la gestione di una situazione critica come questa richiede un alto livello di saggezze e capacità di autocontrollo.
Considerate le intenzioni del Marocco, fin dall’inizio pacifiche, e in linea con lo stesso spirito, SM il Re Mohammed VI ha espresso la sua preoccupazione al Segretario Generale dell’Onu Antonio Gutierres viste le sistematiche provocazioni degli elementi del Polisario. SM il Re, con la sua lungimiranza, saggezza ed amore per la pace, ha deciso un ritiro unilaterale del contingente di polizia e di gendarmeria.
Ebbene evidenziare che tale iniziativa è stata salutata con favore dal Segretario dell’ONU, nonché dai membri permanente del Consiglio di Sicurezza dell’ONU (USA – Francia – Russia e Gran Bretagna), dall’UE e da molti paesi nel mondo.
Questa iniziativa ha permesso di superare la tensione e favorire eventuale intervento dell’ONU per riportare la situazione allo stato precedente, e creare un clima favorevole alla ricerca di una soluzione pacifica, giusta e duratura a questa vicenda che dura da troppo tempo.
Ciò nonostante restano evidenti le provocazioni del Polisario che, in violazione dell’accordo militare numero 1, si ostina a creare nuovi posti militari in questa zona.
Ci auguriamo che l’ONU possa portare il Polisario alla ragione, a smantellare i nuovi appostamenti militari , che servono da copertura al traffico illecito di armi droga e di esseri umani, e che minacciano la libera circolazione e la stabilità della regione.
Ci chiediamo, quindi, se il motivo di tanto fastidio e nervosismo per il Polisario sia dovuto al fatto di asfaltare i 5 km di strada per facilitare il trasporto di merce e persone oppure all’operazione condotta dal Marocco per neutralizzazione i trafficanti di droga, armi e d esseri umani, nonché i terroristi infiltrati?
E come ci ha abituati il Polisario alla mistificazione della realtà, alla disinformazione e alla falsificazione della verità, anche in questo episodio conferma tale pratiche. Un comportamento testimoniato da tutti gli osservatori internazionali, dagli specialisti ed esperti del Maghreb, tra i quali l’eminente senatore degli Stati Unite d’America Lincoln Diaz Balar”.

Discorso del Senatore americano Lincoln Diaz Balart
“Egregio relatore,
in queste ultime settimane abbiamo osservato la questione del Sahara Occidentale attraverso le pubblicazioni della stampa internazionale.
Purtroppo questa copertura mediatica è spesso distorta. In effetti ho assistito a diversi tentativi di disinformazione. Penso sia importante ricordarsi della storia. Non dimentichiamoci che mentre il Sahara si trovava sotto l’occupazione spagnola, solo il Marocco ne ha rivendicato l’appartenenza al suo territorio. Il Regno del Marocco ha fatto valere diverse volte questa posizione ed ha chiesto il ritiro della colonizzazione spagnola.
Solo quando gli sforzi del Marocco di recuperare il Sahara, sotto la guida di Hassan II, hanno iniziato a portare i loro frutti all’inizio degli anni ’70, il cosiddetto “Fronte Polisario ha visto la luce.
Allora come oggi il cosiddetto “Polisario Group” è finanziato dall’Algeria ed è appoggiato dal comunismo di Castro a Cuba. Perché è importante capire tale situazione? Perché in Marocco, nostro alleato in Nord Africa nella lotta contro il terrorismo, la questione del Sahara è decisiva.
La sovranità del Marocco sul Sahara gode del supporto di tutta la popolazione marocchina, ivi compresi gli abitanti del Sahara. In altre parole, la questione del Sahara è la conditio sine qua non, l’ingrediente essenziale, per la stabilità e la pace in questo Paese, di importanza strategica in Nord Africa, il nostro amico ed alleato, il Marocco. S.M. il Re Mohammed VI ha dato prova di gran coraggio e pazienza nella gestione di tale situazione critica strettamente legata alla sicurezza della regione.
Non scordiamoci che un micro-Paese ingannevole in Nord Africa sarà diretto da una classe politica castro-cubana che costituisce una minoranza della popolazione, persino all’interno del finto micro-Paese, con una repressione alla Castro.
Non dimentichiamoci che un tale micro-Stato costituirà un punto di instabilità per la regione così come un esportatore di terrorismo.
È da un decennio che il Marocco ha accettato di accordare un’ampia ed autentica autonomia al Sahara sotto la sovranità marocchina, allo scopo di giungere ad una soluzione reale e definitiva di questo problema.
Ma l’Algeria e il cosiddetto Polisario continuano ad insistere per la creazione di uno pseudo micro-Stato. La maggioranza del Congresso, composta da Democratici e Repubblicani, ha accettato di sostenere la posizione del nostro alleato, il Marocco, in questa situazione critica attraverso delle lettere che abbiamo inviato in primis al Presidente Bush, e poi al Presidente Obama.
Durante questi due mandati e sotto la guida dei segretari di Stato Rice e Clinton, gli Stati Uniti hanno accettato la posizione della maggioranza schiacciante di questo Congresso.
Il futuro della lotta degli USA contro il terrorismo e la stabilità del Nord Africa richiedono che il Governo e il Congresso degli Stati-Uniti continuino a supportare fermamente e chiaramente il nostro Amico ed alleato, il Regno del Marocco.” https://vimeo.com/207620837

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