Sclerosi multipla e CCSVI: nuovo studio italiano conferma la teoria di Zamboni

NOJ3-1  E’ stato pubblicato sul sito della rivista scientifica Neuro uno studio intitolato “New Criteria Reduce Inter-Observer Variability in Chronic Cerebrospinal Venous Insufficiency: A Case Control Study” (Nuovi criteri riducono la variabilità inter-osservatore nell’insufficienza venosa cronica cerebrospinale: uno studio caso- controllo).

Secondo alcuni ricercatori italiani, il meccanismo fisiopatologico definito “insufficienza venosa cronica cerebrospinale” (CCSVI) diagnosticato usando i criteri ecografici di Zamboni ha sollevato un acceso dibattito sulle possibili correlazioni con diversi disturbi neurologici, ma anche sulla soggettività di questi criteri ecografici utilizzati per la sua diagnosi. Anche se nel 2011 sono stati introdotti nuovi criteri per ridurre l’elevata variabilità interosservatore solo due studi sono stati condotti secondo il nuovo protocollo di indagine. Pertanto, gli autori hanno voluto verificare l’impatto del protocollo rivisto e la sua capacità di soddisfare la domanda di riduzione dell’elevata eterogeneità dell’accordo interosservatore.

Tra giugno 2010 e giugno 2014, 1.020 soggetti (693 pazienti con sclerosi multipla e 327 soggetti sani) sono stati sottoposti a screening prospettico per la CCSVI da due investigatori, accecati per quanto riguarda il soggetto osservato. Dopo l’esclusione dei casi discordanti tra i due esaminatori, 630 pazienti con SM clinicamente definiti e 10 pazienti con CIS (sindrome clinicamente isolata) sono stati abbinati per sesso (uomini 38,7%, uomini / donne 248/392) ed età (età media 44.0 anni, range 18.5-77.0 anni) con 315 soggetti sani (uomini 43,2%, uomini / donnr 136/179-età media 46,5 anni, range 19.8-79.9 anni).

E’ stata osservata una prevalenza di CCSVI nei soggetti con SM prima dell’introduzione dei nuovi criteri ECD (94,3%) per ridursi significativamente (83,4%) dopo la loro introduzione (p <0.001). Nei pazienti con SM, la forza di un accordo interosservatore è cambiata da mediocre i (k = 0,532) a buona (k = 0,761) prima / dopo la revisione. L’analisi in B-mode ha rilevato solo il 65,7% dei difetti valvolari. La sua accuratezza diagnostica è stata dell’88,6% (95% CI: 84,0% -93,2%), con una sensibilità dell’83,5% (95% CI: 75,2% -89,9%), una specificità del 96,0% (95% CI: 88,8% -99,2 %), un valore predittivo positivo del 96,8% (95% CI: 91,0% -99,3%) ed un valore predittivo negativo dell’80,0% (95% CI: 70,3% -87,7%).

Secondo gli autori, i nuovi criteri ecocolordoppler  introdotti dal protocollo revisionato garantiscono, in questo momento, una sostanziale riduzione della variabilità interosservatore. In questa prospettiva, l’analisi in M-mode è essenziale per la sua capacità di identificare le anomalie valvolari spesso non rilevabili mediante l’analisi in B-mode

Fonte: http://openventio.org/Volume4-Issue1/New-Criteria-Reduce-Inter-Observer-Variability-in-Chronic-Cerebrospinal-Venous-Insufficiency-A-Case-Control-Study-NOJ-4-123.pdf

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