Genova, grande successo della mostra dedicata a Modigliani

Modigliani ritratto di Lunia Czechowska nel 1919

Modigliani ritratto di Lunia Czechowska nel 1919

Sta ottenendo un grande successo di pubblico e di critica a Genova la bella mostra dedicata a Modigliani, curata da Rudy Chiappini, Dominique Vieville e Stefano Zuffi. L’evento, che mette l’accento in particolare sul rapporto di Amedeo Modigliani con la ritrattistica, proseguirà a Palazzo Ducale fino al 16 luglio.

“Si tratta – ci ha spiegato Adalberto Guzzinati, giornalista e critico d’arte- di una occasione per ammirare una serie di affascinanti pezzi di Modigliani, alcuni provenienti dai più importanti musei del mondo, in una mostra significativa dell’artista livornese. Sessanta opere che raccontano il suo percorso pittorico dagli inizi fino ai mitici anni parigini”.

Modigliani, genio precoce, da Livorno si trasferì prima a Firenze dove frequentò la Scuola di Nudo, per poi andare nel 1902 all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Giunse a Parigi nel 1906 e quel soggiornò cambiò la sua vita. A quel tempo la Ville Lumiere era il faro dell’ arte e della cultura mondiale. A Montmartre vivevano decine di grandi artisti e gli ultimi impressionisti erano ancora in attività. Giornalisti, artisti, fotografi, scrittori, scultori, ballerini e galleristi animavano quelle notti parigine tra Montmartre e Montparnasse che videro protagonista Amedeo.

“Modigliani- spiega il curatore Stefano Zuffi- sembra vivere una doppia situazione. E’ circondato da colleghi, intellettuali, belle donne e questo si vede nella mostra, ma è anche un artista che sceglie deliberatamente una solitudine e ciò tende ad isolarlo. Modì, crea in solitudine, ma non una solitudine penosa perché è nutrita dalla grande arte italiana. Riguardo alla scelta di quei colli allungati i fattori da prendere in considerazione sono tre. Primo, i ritratti non sono immagini realistiche di tipo oggettivo, ma sono sempre un’interpretazione della persona ritratta, che proietta la sensibilità dell’artista. Secondo, bisogna guardare alla tradizione italiana in particolare al Manierismo toscano, al Pontormo, al Parmigianino, al loro piegare e distendere le forme o al moto serpentinato di Vasari o Michelangelo. Terzo elemento, Modigliani a Parigi entra in contatto con le sculture extraeuropee, africane, indonesiane, che spesso mostrano l’allungamento dei lineamenti, non solo del collo, ma anche di nasi ed occhi”.

Insomma una mostra davvero imperdibile per gli appassionati d’arte in genere ed in particolare per gli amanti del Novecento.

CLAUDIO ALMANZI

 

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