Sclerosi Multipla: l’angioplastica per la CCSVI ne riduce alcuni sintomi

ccsviL’Associazione Italiana Sclerosi Multipla (Aism) ha diffuso il mese scorso (http://www.aism.it/index.aspx?codpage=2017_03_ricerca_sclerosi_ccsvi) un comunicato stampa intitolato “CCSVI: la sperimentazione clinica interventistica sulla sclerosi multipla in Canada”.

Nel comunicato dell’Aism il prof. Mario Alberto Battaglia, ha dichiarato tra l’altro: «Lo studio interventistico canadese è stato condotto con rigore metodologico e seguendo il protocollo diagnostico ufficiale per la CCSVI. I risultati affermano che, a circa un anno dall’intervento, non si rilevano differenze tra i due gruppi né per le misure cliniche e di risonanza magnetica, né per ciò che riguarda i cosiddetti Patient Reported Outcome, cioè l’autovalutazione delle persone che hanno ricevuto il trattamento. …

Su detto studio si è già espressa ampiamente l’associazione canadese-Direct-MS con due comunicati.

http://www.informazione.it/c/739BF509-ECE9-4A3A-A9DF-BEC18626E4E7/Sclerosi-multipla-lo-studio-canadese-di-Traboulsee-sull-efficacia-del-trattamento-per-la-CCSVI-e-compromesso-e-non-puo-essere-preso-in-considerazione

http://www.informazione.it/c/C681CAB9-5A6A-44A5-B5FA-E5D17A84BEE1/Sclerosi-Multipla-e-CCSVI-uno-studio-progettato-per-fallire

Segnaliamo all’Aism ed alla stampa i due recenti studi pubblicati dal dott. Pietro Maria Bavera, angiologo ospedaliero milanese, che invece confermano l’utilità dell’intervento di angioplastica per ridurre alcuni sintomi nei malati di sclerosi multipla.

Il dott. Bavera ha pubblicato nell’ottobre 2015 sulla rivista scientifica Veins & Lymphatics un primo studio intitolato “May symptoms of chronic cerebrospinal venous insufficiency be improved by venous angioplasty? An independent 4-year follow up on 366 cases” (I sintomi dell’insufficienza venosa cronica cerebrospinale possono essere migliorati dall’angioplastica venosa? Un follow-up indipendente di 4 anni di su 366 casi). http://www.pagepressjournals.org/index.php/vl/article/view/5400

Secondo l’autore, i schiaccianti risultati della PTA (angioplasica) del gruppo RR (sclerosi multipla recidivante-remittente) portano a dire che il criterio corretto dovrebbero essere prima si fa, e meglio sarà.

Bavera ha poi pubblicato nell’aprile 2016  sulla rivista scientifica Acta Phlebologica del Collegio Italiano di Flebologia un secondo studio intitolato “Chronic cerebrovascular vein insufficiency: how and when jugular vein PTA can influence multiple sclerosis symptoms” (Insufficienza venosa cronica cerebrospinale: come e quando l’angioplastica delle vene giugulari può influenzare i sintomi della sclerosi multipla). http://www.minervamedica.it/it/riviste/acta-phlebologica/articolo.php?cod=R43Y2016N01A0027

Secondo l’autore, gli eccellenti e durevoli risultati ottenuti nei pazienti RR (sclerosi multipla recidivante-remittente) sembrano suggerire che gli esami doppler e l’eventuale miglioramento del deflusso venoso dovrebbero venire considerati come possibili. Si consigliano periodi di curva di formazione con il doppler. Sulla base di questa esperienza, sembra che la valutazione doppler della CCSVI potrebbe essere proficuamente impiegata in tutte le situazioni iniziali delle malattie neurologiche progressive, e non solo nella sclerosi multipla.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *