Segnalazione in centrale rischi illegittima se presente l’accordo con la banca

 

In questo articolo vedremo come la segnalazione nella centrale rischi è assolutamente illegittima quando c’è già a priori un accordo con la banca. A stabilirlo è una sentenza del Tribunale di Roma.

Una sentenza del Tribunale di Roma ha dichiarato, con una recente ordinanza, che la banca che stringe un accordo con il debitore per un pagamento a saldo e stralcio non può segnalarlo alla Centrale Rischi della Banca d’Italia come cattivo pagatore per la rimanente somma non ancora riscossa.

La sentenza ha dichiarato illegittimo questo comportamento che conferisce a chi ha subito il danno di chiedere il risarcimento. L’illegittimità della segnalazione nella centrale rischi nasce proprio dal fatto che la banca, avendo concluso le trattative di rientro, ha ponderato le complessive condizioni economiche del debitore e soprattutto non ha avanzato timori sulle transazioni avviate.

La segnalazione si pone in netto contrasto con il comportamento della banca che ha considerato il debitore in buona fede.

Per capire meglio l’illegittimità della segnalazione poniamo un esempio: immaginiamo di avere un debito con la nostra banca e di non essere riusciti a pagare gli insoluti nonostante i solleciti.

Dopo gli avvisi stabiliti dalla prassi la banca ci comunica che inserirà il nostro nome nell’elenco dei cattivi pagatori. Questo vorrà dire che il nostro nominativo sarà incluso nella Centrale Rischi gestita dalla banca d’Italia, che ci segnalerà come cattivi pagatori.

Ovviamente si tratta di una cosa da temere perché pregiudica la nostra posizione creditizia e lavorativa e quindi facciamo di tutto per trovare i soldi. Racimolata la somma necessaria proponiamo al direttore della banca un accordo a saldo e stralcio, ovvero una transazione che prevede il rientro del debito ottenendo una riduzione percentuale delle somme residue dovute dietro pagamento immediato della somma restante.

Si tratta di un accordo bonario che riesce a soddisfare le richieste del creditore che rinuncia ad eventuali procedure esecutive nei confronti del debitore.

Una soluzione che appare comoda ad entrambi e che non dovrebbe avere ulteriori ripercussioni sul debitore. Invece, nonostante l’accordo raggiunto, dopo qualche giorno la stessa banca comunica il nostro nominativo alla Centrale Rischi.

Chiaramente ci sembra un tradimento e una cosa assolutamente illecita, in quanto abbiamo assolto il debito, ma la banca, nonostante l’accordo trovato con il direttore, sostiene che la segnalazione è d’obbligo per la parte che è stata decurtata dal debito, ovvero quella parte per la quale abbiamo ottenuto lo sconto.

Come far valere le nostre ragioni e ottenere la cancellazione della segnalazione nella centrale rischi? Ecco che qui entra in discussione la sentenza del tribunale di Roma che stabilisce le ragioni eque per le parti in causa.

La sentenza del Tribunale di Roma chiarisce ogni dubbio sulla questione

Far valere le proprie ragioni è un diritto e grazie a questa sentenza possiamo chiarire il dubbio su una segnalazione alla centrale rischi avvenuta dopo aver sancito l’accordo con la banca.

Infatti, secondo la sentenza, l’accordo raggiunto tra il debitore principale e la banca, definito a tutti gli effetti transazione e non come semplice riscossione parziale di debito, non dà alcun diritto di inviare la segnalazione alla centrale rischi per la parte di credito decurtata.

Nel momento stesso in cui la banca effettua la segnalazione alla Centrale Rischi, deve verificare con molta cura la situazione creditizia del soggetto segnalato e controllare il suo stato di indebitamento.

L’accordo stabilito tra la banca e il debitore diventa un accordo transattivo liberatorio, che esclude ogni rivalsa da parte della banca ed estingue in ogni caso il debito in maniera totale. Per questo motivo l’istituto ha l’obbligo di cancellare la segnalazione illecita e, se il cliente ne ha fatto richiesta, deve anche risarcire il danno.

La sentenza del Tribunale di Roma non è un caso a sé stante e anche la Banca d’Italia ha fornito la stessa interpretazione. Nella circolare la Banca d’Italia ha stabilito che la segnalazione di una posizione di rischio non è più dovuta quando il debitore ha rimborsato il credito anche a seguito di accordo transattivo liberatorio, di concordato preventivo o di concordato fallimentare remissorio.

Anche i rimborsi parziali del credito rappresentano una riduzione dell’importo segnalato. Inoltre, è doveroso ricordare che la banca prima di effettuare la segnalazione alla centrale rischi deve obbligatoriamente informare il cliente che sta per fare la segnalazione.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *