Arrabbiarsi fa male alla salute e riduce la vita

emoticon-arrabbiato-29404932Arrabbiarsi ed essere irascibili può ridurre le speranze di vita e portare a morte prematura

Non riuscire a mantenere la calma può favorire gli episodi di decessi prematuri. Le arrabbiature, alla lunga, possono ridurre la prospettive di vita, accorciandole. Le persone con un carattere poco calmo sono maggiormente predisposte ad andare incontro a varie patologie, come quelle cardiovascolari.

La ricerca scientifica

Da un’indagine scientifica condotta presso lo Iowa State university è emerso che gli irascibili hanno maggiori possibilità di morire presto. Lo studio, che ha riguardato 1307 uomini, si è protratto per 40 anni e ha coinvolto persone con un’età compresa fra i 20 ed i 40 anni. I volontari hanno risposto a varie domande come il loro modo di reagire e la capacità, o meno, di non prendersela. E’ emerso che fra coloro che erano più irascibili le possibilità di andare incontro ad un decesso prematuro era maggiore di 1.57 volte rispetto a chi riusciva a restare calmo. I ricercatori hanno evidenziato che la rabbia può peggiorare lo stato di salute inducendo la morte. I dati sottolineano che la collera manifesta i suoi effetti negativi nel corso del tempo; chi si arrabbia a 30 è probabile che nei successivi 35 anni di vita possa morire prematuramente. La ricerca si riferisce a persone nervose e fumatine e non a quanti hanno una reazione normale davanti ad ingiustizie o a problemi quotidiani.

Arrabbiarsi, perché fa male

Avere un carattere iracondo è dannoso per la salute perché può favorire l’insorgenza di molte malattie, in particolari cardiovascolari. Per imparare a controllare la rabbia è importante svolgere attività rilassanti, imparare le tecniche di respirazione e di rilassamento.

Sono numerose le evidenze scientifiche sul rapporto fra il benessere e il proprio modo di essere. Ad Hamilton, in Ontario, presso il McMaster university è stato dimostrato che la rabbia fa aumentare le possibilità di patologie cardiovascolari. Lo studio si è svolto su 12mila persone al primo attacco cardiaco, valutando l’attività svolta nelle 24 ore precedenti alla malattia. Dai risultati emerge che l’attacco cardiaco può essere favorito da un’emozione negativa oppure da uno sforzo fisico intenso. Le arrabbiature possono far salire la pressione arteriosa e favorire il distaccamento delle placche arteriosclerotiche che possono ostruire le arterie. I ricercatori hanno concluso che nel 14.4% dei pazienti, nelle 24 ore precedenti, era stato nervoso, arrabbiato o triste. Le emozioni, sia positive che negative, possono essere alla base di un attacco cardiaco così come le attività fisiche estremamente faticose.

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