Convegno di Toponomastica Femminile e proposta d’intitolazione a ‘Marija Gimbutas’

Teri Volini

Teri Volini

Terzo ed ultimo appuntamento nell’ambito della permanenza della doppia mostra di Teri Violini “Percorsi d’arte in bilocazione”, ospitata a Potenza fino al 23 giugno in Pinacoteca provinciale, con l’antologica di opere pittoriche, picto sculture e video, e al Museo archeologico con le opere performative.

Dopo la presentazione della raccolta poetica “Universi” dell’autrice, che si è tenuta lo scorso 14 giugno, è in programma per mercoledì 21 giugno (ore 17), nella sala conferenze del Museo archeologico provinciale, un Convegno di Toponomastica al femminile dal quale sarà lanciata la proposta di intitolare una strada, una piazza o uno spazio verde della città di Potenza a una donna di grande valore, all’archeologa e linguista lituana Marija Gimbutas. Al centro della riflessione sarà la Toponomastica femminile, quale tema che oggi si afferma sempre più a livello nazionale ed internazionale, anche grazie alla creazione dell’Associazione omonima da parte di Maria Pia Ercolini di Roma.

L’appuntamento si avvale del patrocinio del Comune e della Provincia di Potenza, dell’Ufficio della Consigliera regionale di Parità della Regione Basilicata e dell’Associazione nazionale e locale di Toponomastica femminile. Saranno presenti ed interverranno il Sindaco di Potenza, Dario De Luca, la Consigliera di Parità della Regione Basilicata, Ivana Pipponzi, la vice Presidente dell’Associazione nazionale di Toponomastica femminile, Livia Capasso, e la referente lucana della stessa Associazione, Cinzia Marroccoli, mentre le conclusioni tecniche saranno affidate a Giancarlo Grano, dirigente dell’Ufficio Pianificazione del Comune di Potenza.

Il Convegno nasce dal progetto di Teri Volini di intitolare una via cittadina a Marija Gimbutas che “nella targa a lei dedicata – spiega l’artista biofila e poeta – diverrà portabandiera della rivoluzionaria scoperta a cui la grande archeologa dedicò la sua intera vita: è la pace e non la guerra ad essere iscritta nel dna degli esseri umani. E di questo ce ne ha fornito le prove tramite i ritrovamenti archeologici, in tutta la zona della Vecchia Europa, di civiltà arcaiche a base matrilineare, pacifiche e laboriose. Un esempio significativo è anche in Basilicata, vicino Matera , nel sito di Serra d’Alto. Una scoperta a cui la ricercatrice, seguendo una sua precisa intuizione – conclude Teri Volini – arrivò dopo decenni di scavi e di ritrovamenti di successo, ma che la lasciarono inappagata per l’aver trovato sempre ‘armi, armi e ancora armi’”. Nella sua prolusione, accompagnata da immagini, Teri Volini presenterà le motivazioni sottese alla convinta proposta di intitolazione a Gimbutas.

“La Toponomastica – afferma Teri Volini – è lo specchio della nostra stessa società e dei persistenti pregiudizi culturali: se guardiamo le targhe che nominano strade o piazze delle nostre città, ci accorgiamo che, per la maggior parte dei casi, non sono riferite a nomi femminili. Si calcola che la percentuale di intitolazioni in tal senso è molto bassa, limitata comunque a nomi di madonne, regine, sante, mentre ancora troppo pochi sono i nominativi laici. Adoperarsi affinché ciò cambi è un contributo importante alla parità di genere. Soprattutto è importante non limitarsi alla semplice intitolazione, ma esplicitarne ed evidenziarne le motivazioni contribuendo a conoscere e riconoscere tante personalità ancora troppo sottaciute o ignorate. Le targhe, finora impegnate quasi esclusivamente da nomi maschili, sono portatrici di valori propri di una società che si riconosce in quegli stessi personaggi da onorare con l’intitolazione. Nominare al femminile , invece – conclude Teri Volini – indirizzerebbe la società civile e le nuove generazioni a uno sguardo diverso, più rispettoso non solo nei riguardi delle donne, ma dei valori di cui il Principio femminile in sé si fa portatore”.

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