“I Fantasmi della Lanterna e del Mare” ,Venerdì 21 Luglio 2017, dalle ore 21,00 , Lanterna di Genova

lantfant1aaIngresso euro 13,00, I Bambini fino a 8 anni gratis (posti limitati)

 Prenotazione Obbligatoria

Partenze alle ore 21,00 – 21,15 – 21,30 – 21,45

(Le partenze potrebbero subire 10 minuti di ritardo per motivi tecnici)

Dopo il Successo del “Ghost Tour” e dei  “Fantasmi di Palazzo Ducale ” una nuova Torre, quella della Lanterna simbolo di Genova ci racconterà storie intriganti e misteriose.

Storie di spiriti erranti che solcano i mari o di compassionevoli Streghe che imperterrite avvisano dei pericoli ingenui marinai. Per non parlare poi del fantasma del nobile Gian Luigi Fieschi che riemerge dalle acque indignato per il degrado della superba. O della giovane fanciulla di Torre Cambiaso uccisa dai saraceni la cui anima cerca inutilmente di raggiungere il cielo, quando la luce della Lanterna illumina la torre che fu la sua tomba. Dalla bocca dei protagonisti, verremo a conoscenza degli incantesimi segreti, suggeriti dalle streghe per salvare l’imbarcazione da una tremenda tempesta. Oppure conosceremo i dettagli della storia di Pacciugo e Pacciuga le cui effige sono custodite presso il Santuario della Madonna di Coronata. E ancora si potrà sperimentare il magico influsso della danza macabra utilizzata  per esorcizzare la paura della morte.

Questo e altro ancora scoprirete in un magico pomeriggio presso uno dei Fari più alti del mondo.

 

Daranno vita ai fantasmi della Lanterna:

Compagnia Teatrale La Pinguicola,

Le Danze della Storia de Gruppo Storico I Gatteschi e  Compagnia dei Viandanti

Compagnia Teatrale L’Amour Burlesque, Associazione D & E animation, Associazione Culturale Ianua Temporis

Circolo Culturale Fondazione Amon, Explora Genova,

Nuovo Gruppo Folcloristico Città di Genova, Centro Italiano Divulgazioni Arti Orientali, Amici della Lanterna, Fondazione Labò

Francesco Pittaluga, Graziella Martinoli

Sarete accompagnati in questo Percorso da

Enrica Sebastiani, Barbara Garassino, Marco Alex Pepè, Roberta Mazzucco

 

Tappe Lanterna

Raccogliere l’Ago in Fondo al Mare

Raccogliere L’Ago in Fondo al Mare è uno dei movimenti del Tai Chi Chuan più importante e ricco di significato e allegorie della mitologia taoista.

L’ago in realtà, è un bastone magico che ha la facoltà di allungarsi o rimpicciolirsi a piacimento del possessore e originariamente fu una delle colonne portanti che tenevano l’oceano al proprio posto. Volendo rappresentare dal punto di vista simbolico questo mito, tra le molte interpretazioni conosciute, si potrebbe affermare che cercare “l’ago nell’oceano” significa immergersi nelle profondità dell’inconscio ove esplorare quelle parti del nostro essere che ci sono sconosciute o meglio ancora che vogliamo deliberatamente ignorare.

La Strega e L’Ammiraglio

Nel porto di Genova, un ammiraglio pronto per salpare con la sua imbarcazione, fu avvicinato da un’arzilla vecchietta, che gli chiese l’elemosina. Mosso da pietà l’uomo porse all’anziana qualche moneta. Quel gesto non passò inosservato al cuore della donna, che lo ringraziò con una proverbiale quanto tremenda profezia: “Sulla strada del ritorno, nel golfo di Piombino, un tornado a forma di arcolaio piomberà sopra la tua nave per affondarla. Ma attento, la tempesta altra non è che tua moglie, provetta strega, che vuol prendersi la tua vita…”

Compagnia L’Amour Burlesque

 

A Genova Si Racconta Che!

I racconti delle veglie al calore del focolare, ci rimandano a un tempo quando non esistevano nè la televisione nè internet.

La magia di questi racconti, abilmente interpretati, per rivivere il sapore del tempo che fu.

Graziella Martinoli  della Pinguicola sulle vigne

 

Promesse mancate e Voti disattesi

Si narra che i signori Salvago avrebbero promesso, sulla tomba del venerabile Beda in San Tommaso di Fassolo che, se fossero stati salvati dal flagello della peste che falcidiava allora Genova, tutti gli anni, nel giorno di Nostra Signora del Carmelo, avrebbero recato in dono alla tomba del venerabile Beda un magnifico cero e un’offerta di 30 denari di buona moneta genovese per i poveri. Ma la gratitudine degli uomini è di breve durata: scampati dalla morte, i nobili Salvago dimenticarono presto la promessa, non così il venerabile Beda che, scoppiata una nuova pestilenza in città, ottenne soddisfazione. La famiglia Salvago fu quasi del tutto estinta e da allora, nel giorno di Nostra Signora del Carmelo, quelle anime inquiete e infelici si recano solennemente a implorare perdono al venerabile Beda, al solo lume delle torce che recano in mano. Stia attento il viaggiatore che avesse la sventura di vederli e badi bene a non prendere in mano una di quelle torce che gli venisse offerta. Perché giunti al limitare del promontorio su cui sorge l’alta Lanterna, essi, presi dal risentimento, costringerebbero lo sventurato a seguirli nel loro ballo precipitandolo negli Inferi con loro se prima non sarà riuscito a restituire la torcia allo spirito da cui l’aveva ricevuta.

Le Danze della Storia de Gruppo Storico I Gatteschi e  Compagnia dei Viandanti

 

La Danza Macabra

Nobili dame o donne del popolo, vescovi mitriati o umili fraticelli, ricchi mercanti o poveri pezzenti, pie monache o madri di famiglia: siamo tutti uguali dinanzi alla morte, che livella ogni differenza. È questo il senso della “Danza macabra”, che compare nell’arte e nella musica a partire dalla metà del Trecento, quando la Peste Nera, falcidiando più della metà della popolazione europea, rese la Morte una compagna costante della Vita di ogni giorno.

Associazione Culturale Ianua Temporis

 

Il Fantasma di Torre cambiaso

In Piazza Banchi a Genova nel settembre del 1630 fu eretto un rogo sul quale fu arsa viva la strega Caterina, detta la Cagna Corsa. Ella   abitava nella frazione San Pietro di Novella in quel di Rapallo; viveva di elemosine , la cosa che amava di più era quella di gettare sortilegi sugli infanti che avevano la sfortuna di incrociare il suo sguardo.

Associazione Culturale  D & E Animation

Riti Magici e “Manezzi pe Majâ na Figgia” – Piazza San Luca 

Riti, incantesimi, canzoni, balli e musica ci riportano a un tempo passato, quando i popolani utilizzavano incanti apotropaici per far concludere lietamente le nozze di giovani promessi   fra le creuze della Vecchia Genova. Spesso per scongiurare il malocchio si ricorreva alla sperlengoeia.

Nuovo Gruppo Folcloristico Città di Genova

 

Gian Luigi Fieschi e la sua Triste Storia

Gian Luigi Fieschi riemerge dalle acque del mare nel quale trovò la morte per commentare ironicamente sull’andamento della città.  Interpreta

Francesco Pittaluga

 

 

Per prenotazioni: fondazioneamon@live.it

 

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