Commento sull’editoriale che ha accompagnato lo studio di Zamboni sull’utilità del ripristino del flusso sanguigno dal cervello per la sclerosi multipla

ASHTON di Ashton Embry, DIRECT-MS (Canada)

Sull’attuale numero della rivista scientifica JAMA Neurology, c’è anche un editoriale sullo studio di Zamboni ed altri (2017). Come osservato nel mio articolo precedente, è indiscutibile che lo studio di Zamboni ed altri non contribuisca per NULLA alla domanda se il ripristino di un corretto flusso sanguigno dal cervello, di cui la maggior parte delle persone con SM ha bisogno, sia utile per il trattamento della SM. Dato che l’editoriale è stato scritto dal capo-redattore di JAMA Neurology, e da due altri redattori, non vi è dubbio che il contenuto di tale editoriale ci dirà molto sull’obiettività, o sulla sua mancanza, dei giornalisti e dell’American Medical Association, che pubblica la rivista.

Purtroppo, l’editoriale rivela una totale mancanza di obiettività ed acume scientifico dei redattori e questo getta un’ombra oscura sul valore scientifico di JAMA Neurology. In particolare, nel lungo preambolo prendono alcuni semplici fatti in modo completamente sbagliato. Ad esempio, affermano, “la National Multiple Sclerosis Society degli USA ha donato $ 2,4 milioni, o quasi il 7% del suo budget per la ricerca, per gli studi sulla CCSVI”. L’ammontare effettivo era molto inferiore, essendo di $ 1,7 milioni, e tale invenzione è molto fastidiosa. Inoltre, nel preambolo elencano vari studi condotti da agenti delle case farmaceutiche che dimostrano la mancanza di correlazione tra CCSVI e SM, ignorando il fatto che lo studio di cui stanno discutendo smentisce questi studi compromessi.

Tuttavia, la parte più inquietante di questo editoriale parziale sono i commenti su ciò che si può apprendere dallo studio. Essi affermano che “gli autori hanno usato dei metodi corretti per verificare la teoria sulla CCSVI e hanno ottenuto un risultato inequivocabile”. Tale affermazione è così lontana dalla verità che viene da chiedersi quale sia la reale motivazione dei redattori. Come ho spiegato nel mio commento precedente, quasi la metà dei soggetti nel gruppo di angioplastica non ha ottenuto un flusso sanguigno ripristinato e quindi non possono esserci dubbi che 1) gli autori non hanno usato dei metodi corretti per verificare la teoria sulla CCSVI e che, 2 ) i risultati sono tutt’altro che inequivocabili per quanto riguarda la verifica della teoria sulla CCSVI. L’unica cosa inequivocabile della pubblicazione di Zamboni è che non contribuisce assolutamente alla domanda sull’utilità del ripristino del flusso sanguigno dal cervello per il trattamento della SM.

In conclusione, non ci possono essere dubbi sul fatto che i redattori di JAMA Neurology avrebbero dovuto respingere il lavoro di Zamboni ed altri (2017) per la pubblicazione, a causa di una metodologia totalmente imperfetta e di conclusioni infondate sull’efficacia del ripristino del flusso sanguigno dal cervello per il trattamento della SM. Il fatto che i redattori di JAMA non abbiano rifiutato questo lavoro, e abbiano accompagnato la pubblicazione con un editoriale distorto e errato su questo lavoro, indica che ci sono dei seri problemi scientifici che affliggono JAMA Neurology. Ci saranno conseguenze molto serie per la salute pubblica se non possiamo più fidarci dell’American Medical Association per far pubblicare studi ed editoriali scientifici affidabili ed obiettivi.

Fonte: http://www.facebook.com/ashton.embry.1/posts/1887581344607824?pnref=story

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