Marocco: Al Hoceima dalla morte di Fikri al “sisma politico”, tra risposte dello Stato e tentativi di zizzanie

Al Hoceima
La città marocchina Al Hoceima è stata scossa nell’ottobre 2016 dalla tragedia del trentenne Mohcine Fikri, pescivendolo morto in un camion dell’immondizia dopo la confisca della sua merce dalle autorità. Un evento all’origine di un vasto movimento sociale nella città e provincia?
Un anno dell’Hirak:
Il 28 ottobre 2016, dopo la confisca della sua merce – del pesce spada – proibito di pesca durante questo periodo, il pescivendolo Mohcine Fikri e altri giovani sono saltati sul camion dell’immondizia dove gettato il pesce. Poco dopo, mentre gli altri sono riusciti a saltare dal camion, Mouhcine è accidentalmente deceduto.
La notte del 29 ottobre 2016, delle manifestazioni di protesta scoppiano ad Al Hoceima sulle circostanze della morte di Fikri. Su Istruzioni del Re Mohammed VI, una indagine urgente è stata aperta il giorno dopo per accertare le circostanze e le responsabilità.
Durante i mesi di novembre e dicembre, le manifestazioni continuano ed assumono la forma di un movimento sociale “Hirak” confuso, che rifiuta, tra l’altro, le istituzioni locali, regionali e nazionali, i partiti politici, sindacati, ONG e associazioni …, ma rivendica soprattutto di proseguire i responsabili della morte di Fikri e chiede l’abrogazione del decreto di 1958 che faceva di Al Hoceima una zona militare, tale decreto ritenuto dal governo abrogato già nel 1959, quindi inesistente.
Fra le altre rivendicazioni: la costruzione di un’autostrada, l’accelerazione del cantiere in corso della superstrada Taza – Al Hoceima, l’allargamento dell’aeroporto della città, e l’apertura di nuove linee aeree, la costruzione di un’università pluridisciplinare, di un ospedale, di un centro d’oncologia e di dispensari di prossimità.
Il 26 marzo 2017. Una manifestazione non autorizzata a Imzouren si trasforma in disordini violenti tra le forze dell’ordine ed i manifestanti. Alcuni di quest’ultimi bruciano una residenza della polizia. Quattordici dimostranti arrestati.
27 aprile, nel caso della morte di Fikri, sono stati condannati sette imputati da 5 ad 8 mesi di carcere.
15 maggio. I partiti della maggioranza al parlamento sono stati convocati dal Ministro dell’Interno Abdellatif Laftit e hanno segnalato, tra l’altro, che l’Hirak avrebbe avuto finanziamenti esteri e avrebbe illustrato rivendicazioni separatiste.
18 maggio. La posizione della maggioranza è percepita come una provocazione da Nasser Zafzafi, il capo dell’Hirak, che invita ad una marcia ad Al Hoceima. Decine di migliaia di abitanti sfilano nella città con bandiere attribuite al defunto AbdelKarim Al Khattabi che risalgono alla molto discussa “repubblica delle tribù di Rif” nel periodo coloniale spagnolo nel 1921. Molto curioso di non sventolare la bandiera nazionale marocchina nelle manifestazioni dell’Hirak. Anche in questo appuntamento ribadiscono le loro rivendicazioni sociali ma confutano le accuse di separatismo.
26 maggio. È venerdì, Nasser Zafzafi entra alla moschea Mohammed V d’Al Hoceima con suoi compagni, provoca distorni, disturba la preghiera collettiva di un centinaio di persone offendendo l’Imam che guidava la preghiera in piena predica. Molti fedeli abbandonano la moschea e Zafzafi improvvisa un comizio e con atteggiamenti enfatici dichiara di essere pronto non solo all’arresto, ma anche al martirio.
Zafzafi riesce a sfuggire ai poliziotti venuti ad interpretarlo, visto la gravità dell’ostilità contro la moschea, l’imam e le persone che stavano pregando, sarà arrestato quattro giorni dopo in compagnia di altri attivisti. Sono oggi accusati per il tentato alla sicurezza interna dello Stato e di altre accuse ai sensi del codice penale.
11 giugno. Una grande marcia è stata organizzata a Rabat in sostegno alle rivendicazioni socioeconomiche degli abitanti dell’Al Hoceima. 50.000 partecipanti secondo gli organizzatori.
25 giugno. Il Re Mohammed VI ordina un’indagine condotta dai ministeri dell’Interno e delle Finanze sui ritardi del mega progetto di sviluppo “Al Hoceima Manarat Al Moutwassit” (Al Hoceima Faro del Mediterraneo), lanciato dal Sovrano nel 2015 ben prima delle manifestazioni di Al Hoceima ed il decesso accidentale di Mohcine Fikri.
Nel comunicato del Palazzo Reale era scritto che “all’inizio dei lavori del Consiglio di ministri, Sua Maestà il Re ha fatto partecipe il governo e i ministri interessati per il programma Al Hoceima Faro del Mediterraneo della sua delusione, della sua insoddisfazione e della sua preoccupazione sulla non-realizzazione entro le scadenze dei progetti previsti nel quadro di questo grande programma di sviluppo, la cui firma si è svolta sotto la presidenza effettiva del Sovrano nell’ottobre 2015 a Tetuan”. I ministri sono stati chiamati ad assumersi le loro responsabilità.
Tolleranza zero da parte del Re in merito ai progetti non portati a termine, e istruzioni ai ministri degli Interni e delle Finanze affinché l’Ispettorato generale dell’Amministrazione territoriale e l’Ispettorato generale delle Finanze conducano le inchieste e le indagini necessarie sulla non-realizzazione dei progetti programmati, si risalga alle responsabilità e si presenti una relazione in materia nei tempi brevissimi.
Il Re revoca le ferie estive ad alcuni ministri per dedicarsi ai problemi dell’Al Hoceima.
20 luglio. Una manifestazione dell’Hirak ad Al Hoceima, proibita dalle autorità, è andata male. Scontri tra le forze dell’ordine e i dimostranti. Si deplora centinaia di feriti fra i poliziotti ed i dimostranti. La manifestazione si coincide con la festa religiosa Eid El Fitr (festa della fine del mese di digiuno di Ramadan).
29 luglio. Nel 18mo anniversario della festa del Trono, il Re Mohammed VI critica vivamente l’amministrazione pubblica ed i partiti politici, facendo cadere sui responsabili incompetenti i ritardi della realizzazione dei progetti di sviluppo. È dunque indispensabile legare la responsabilità al resoconto conformemente alla Costituzione. Il Re Saluta il lavoro e gli sforzi svolti dai servizi della sicurezza ad Al Hoceima.
30 luglio, 36 detenuti dell’Hirak, di cui la studentessa Silya Ziani e Mohamed El Hilali il direttore del sito Rifpresse, beneficiano di una Grazia Reale. Nasser Zafzafi, Nabil Ahamjiq e di altri capi del movimento restano in prigione.
24 ottobre 2017, il rapporto della Corte dei Conti sottolinea che le indagini confermano l’esistenza di molte disfunzioni registrate nel periodo del governo precedente e ha rivelato che molti settori ministeriali e enti pubblici non hanno onorato i loro impegni nell’attuazione dei progetti e che le spiegazioni che hanno fornito non giustificano il ritardo nell’esecuzione di questo programma di sviluppo. Jettou fa sapere, però, che non è stata nessuna frode né malversazione, ma solo negligenze inaccettabili, spiegazioni non convincenti e manovre usate non adeguate.
I risultati e le conclusioni del rapporto hanno mostrato che, dopo le alte Istruzioni del Re in occasione del Consiglio dei Ministri tenutasi il 25 giugno 2017, una nuova dinamica è stata registrata al livello della mobilizzazione dei vari partner, e un progresso considerevole è stato realizzato al livello dell’attuazione dei progetti.
In questo contesto, il Sovrano, pur rallegrandosi per gli sforzi fatti dal governo attuale in attesa di accelerare l’attuazione dei progetti programmati, ha dato i suoi alti orientamenti per trarre le lezioni dalle difficoltà che ha incontrato “Al Hoceima Manarat Al Moutawassit” per evitare le disfunzioni e gli ostacoli che potrebbero ostacolare la realizzazione dei cantieri di sviluppo nelle varie regioni del Regno.
Il Re Mohammed VI ha anche ribadito le sue alte istruzioni per adottare tutte le misure organizzative e regolamentari volte a migliorare la gestione amministrativa e territoriale ed interagire in modo positivo con le rivendicazioni legittime dei cittadini, nel rispetto rigoroso della legge e dello Stato di diritto.
24 ottobre 2017. Terremoto politico: Sulla base della relazione di Driss Jettou presidente della Corte dei Conti, il Re Mohammed VI revoca la nomina – per il ritardo intrapreso nell’esecuzione del programma di Al Hoceima Manarat Al Moutwassit – ai ministri Mohamed Hassad, attuale ministro dell’Educazione nazionale, ex ministro dell’Interno all’epoca dei fatti; Nabil Benabdallah, ministro dell’Abitazione; Houssaine El Ouardi, ministro della Sanità nel governo Benkirane; Larbi Bencheikh, Segretario di Stato alla Formazione Professionale, Direttore dell’OFPPT all’epoca dei fatti; Ali Fassi Fihri, Direttore generale dell’Ufficio Nazionale dell’Elettricitò e dell’Acqua potabile (ONEE).
È stata notifica la non soddisfazione del Sovrano e la decisione di non affidare mai future missioni ai seguenti responsabili nell’ex governo di Benkirane: Rachid Belmokhtar, ministro dell’Educazione nazionale; Lahcen Haddad, ministro del Turismo; Lahcen Sekkouri, ministro della Gioventù e dello Sport; Amine Sbihi, ministro degli Affari Culturali; Hakima El Haité, Segretario di Stato all’Ambiente; Oltre a 14 alti responsabili amministrativi pubblici.
Nella stessa occasione il Re Mohammed VI ha incaricato il ministro dell’Interno per condurre le indagini necessarie, a livello nazionale, sui responsabili che dipendono dal suo dicastero nell’amministrazione territoriale; in aggiunta a questo ha impartito ulteriori indicazioni al presidente della Corte dei conti per esaminare e valutare l’azione dei Consigli regionali d’investimento.
25 ottobre, Nabil Amahjiq detenuto a Casablanca apprezza molto la decisione del Re Mohammed VI nel revocare la nomina di alcuni ministri e dichiara di smettere il suo sciopero della fame iniziato prima.
28 ottobre, il leader dell’Hirak Nasser Zafazafi, detenuto a Casablanca anche lui, apprezza la decisione del Re e chiede perdono e Grazia Reale.
Da notare che Hirak ha avuto un eco e larga partecipazione nei primi mesi grazie alla tolleranza delle autorità marocchine. Però aveva abusato delle sue rivendicazioni socioeconomiche usando i bambini e ragazzi minorenni nelle manifestazioni, ed oltre ai disturbi notturni creati, ha abusato delle rivendicazioni legittime deviando il discorso verso un altro versante tutto estraneo dagli abitanti dell’Al Hoceima, dando spazio al tentativo di destabilizzare l’ordine pubblico. Le rivendicazione separatiste orchestrate da alcuni smarriti in Belgio, Spagna, Olanda e Germania che non avranno mai successo in nord del Marocco, sono ben la prova.
Da non escludere la manipolazione straniera delle proteste ad Al Hoceima, perché sono stati pubblicati diversi infondati articoli anche in Italia dove si registra l’impronta di una stessa “stilografica” di sedicenti giornalisti e persone sempre pronti a tentare invano di macchiare l’immagine del Marocco per frammentare la sua unità territoriale.
Da considerare che il Hirak (movimento) è stato solo nella città dell’Al Hoceima e provincia e non in tutto il Rif come si confondano diverse fonti in Italia, e che le sue rivendicazioni sono esclusivamente socioeconomiche sostenute da tutti i marocchini.

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