Partenza da leoni, arrivo da …diciamo pecore. Il Foggia non s’è desta

Foggiacalcio_logonuovo2015-2016

Non la sintesi ma l’analisi, anche caustica, di una partita prevedibile.

Non può continuare questa pena. I novemila e più abbonati non lo meritano e con loro chi ogni settimana fa la fila per un biglietto comperato anche con i sacrifici settimanali di un lavoro spesso precario. Il Foggia ha disputato soprattutto una ripersa da 51 minuti che ha visto una compagine fiacca, illusa per l’avvio, dove non ha neanche costruito un’azione per pareggiare un risultato ben gestito dagli ospiti. Un Foggia gambero, un passo avanti e tre indietro. Una Cremonese, fuori casa, che in dieci minuti ha ribaltato un risultato gestibile dal Foggia se avesse attributi.

Ad inizio partita il Foggia parte col piede giusto. Il fattore campo pare ora ci sia e gli schemi, sempre pare, funzionino. La disposizione in campo è ottimale, tranne per un Gerbo avanzato. In conferenza stampa Mister Stroppa aveva affermato che Gerbo era tra i migliori difensori rossoneri, ed oggi in campo lo abbiamo ritrovato al centro. Mah…. La prima mezz’ora di gioco è stata sfavillante per i Satanelli, che hanno impresso velocità e gioco, sottomettendo i nordici. Arriva la prima rete rossonera; poi la seconda. Ma da lì il Foggia ha smesso di giocare, dimenticando la partenza. La Cremonese ne approfitta e inizia ad attaccare, imbastendo gioco, tessendo trame in campo che preoccupano i padroni di casa. I Satanelli non reagiscono. Quella reattività che ora doveva uscire diventa euforia, forse per l’entusiasmo ilare del doppio vantaggio, spesso beffardo. Ma il calcio è spietato, basta un errore e il dazio è dovuto. La Cremonese pareggia su un errore difensivo. Passano pochi minuti e la difesa rossonera concede spazi e, voilà, arriva il pareggio. Nella ripresa in campo scende un Foggia senza testa: è il campo a testimoniarlo, il gioco, la non conclusione delle azioni. La Cremonese se ne accorge e spinge. Gerbo commette fallo al limite della sua area e dalla lunetta, sugli sviluppi del prevedibile calcio di punizione, la Cremonese passa in vantaggio. Foggia 2 Cremonese 3. È il risultato finale.

Gli ospiti si chiudono. I tre punti fanno gola e la Cremonese non bada al gioco, solo al risultato. Nove su dieci sono in difesa, pare essere innanzi alla linea Maginot e questo Tesser lo sa, lo ha capito e lo ha messo in pratica, da pluri-esperto della serie B. Il Foggia pare abbia ripreso ad attaccare ma non conclude, solo fuochi di paglia. Nel frattempo si stira Celli e i tre cambi son stati già fatti. Il Foggia è virtualmente in 10.

Termina la partita e i fischi non mancano, sostituendosi ai roboanti e battenti tamburi di una tifoseria ancora in attesa di gioie e abbracci. La Cremonese vola a 21 punti tra le big.

Lo sappiamo, Stroppa ama il tocco rapido, gli scambi veloci, il possesso palla, tutte azioni che possono essere capitalizzate da calciatori che dovrebbero finalizzare. Ma qui manca il tocco finale. Stroppa non si tocca, giusto così.

Ed allora qualcosa deve pur cambiare, calciatori in primis?

Alcune pecore o pecoroni neri che scendono in campo che responsabilità hanno?

Ma no, è il DS a pagar per tutti, per ora. Beppe Di Bari esonerato subito dopo il triplice fischio del sig. Vincenzo Fiorini della terna di Frosinone.

E il DG Giuseppe Colucci che ruolo ha in questa mattanza di punti?

La società del Foggia Calcio, patron in testa, che responsabilità ha dopo una campagna acquisti che non è stata tra le migliori e si spera che alla riapertura qualcosa cambi, pecunia permettendo poiché le casse piangono?

O pecunia non olet giacché si vocifera su presunti interessamenti mediorientali con interlocutori chiacchierati?

Tesser oggi a Foggia ha fatto scuola, sia di calcio, sia di sapienza ed esperienza, quella che manca a tutto il Foggia. Domenica prossima i Satanelli, per ora solo sulla carta non nei fatti, saranno ospiti ad Ascoli. Tra le due compagini c’è un solo punto, Foggia a 14 ed Ascoli a 13, e ciò è motivo in più per il Foggia affinché redima una gara, fotocopia di altre svolte in casa. E come hanno detto a gran voce i tifosi al termine della gara «Tirate fuori le p….».

Comunque al cuor non si comanda, perciò tra fischi e fiaschi sempre Forza Foggia.

Nico Baratta

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