Quale facoltà scegliere dopo il diploma? Guida pratica per neodiplomati!

Dopo il diploma la scelta della facoltà è un momento importante, poiché delimita il campo di azione e di specializzazione che il neodiplomato vuole intraprendere. Il dilemma da sciogliere è sempre lo stesso: qual è la facoltà che mi dà più opportunità? Le aree di studio che mi interessano, sono poi richieste nel mercato del lavoro?

Mentre vi arrovellate il cervello per trovare una soluzione, possiamo aiutarvi fornendovi delle linee guida per la scelta dei corsi di laurea più prestigiosi d’Italia.

Come scegliere la facoltà

Si possono fare tutti i ragionamenti logici del mondo, ma a guidare la vostra scelta deve esserci una predisposizione ed una passione all’area disciplinare di interesse. Scegliere un percorso di studi solo per seguire le esigenze di mercato potrebbe solo farvi perdere tempo perché inevitabilmente avreste delle difficoltà e non trovereste una reale soddisfazione in quello che fate.

Conta poi anche la scuola superiore di provenienza: un diploma tecnico o professionale favorisce l’inserimento in facoltà di tipo economico/scientifico; il liceo consente di spaziare in diverse aree, sebbene il classico sia più orientato all’area umanistica o giuridica.

In ultima analisi, di fronte ormai alla presenza di numerosi corsi di laurea, sempre più specifici, valutate anche la possibilità delle competenze trasversali, ovvero tutte quelle conoscenze o caratteristiche che rispondono alle esigenze attuali del mercato del lavoro.

Una forte propensione alla comunicazione e al problem solving, per esempio, potrebbe guidare nella scelta di un indirizzo che esalti questo aspetto caratteriale e che porti lo studente ad acquisire competenze di marketing e manageriali. Senza considerare poi l’importanza che ha la tecnologia e i social network nel mondo del lavoro contemporaneo; se si è appassionati di social media, sarebbe un’ottima scelta quella di specializzarsi in questo campo, anche se non esistono molti corsi di laurea orientati a queste nuove figure professionali.

Facoltà più richieste

Ogni anno si stilano diverse classifiche che indicano quali sono le facoltà che creano maggiori sbocchi lavorativi e che quindi sono più richieste dalle aziende. Ai primi posti figurano quasi sempre corsi di laurea che gravitano nella sfera della scienza e della tecnica, non dimenticando le “sempreverdi” economia e giurisprudenza.

Dati alla mano, nel 2016 le aziende si sono orientate per il 61% nell’area economico-sociale e urbanistico-architettonica; mentre considerano “introvabili” i laureati in materie chimico-fisico-matematiche e nelle discipline informatiche. Nel caso della facoltà di giurisprudenza e dei corsi legati al diritto, nonostante la saturazione del mercato, molti laureati in materie giuridiche trovano lavoro inserendosi in settori molto specifici, come il diritto del lavoro e le consulenze a vario titolo per professionisti e piccole medie imprese.

Di fronte però al cambiamento costante del modo del lavoro, determinato anche dalla diffusione della tecnologia, è proprio così netta la classifica? Stando ai dati riportati dal Excelsior Union Camere, nel 2016 c’è stato un aumento delle assunzioni nell’Area Umanistica (+13%) dimostrando che, come detto prima, a fare la differenza è una formazione specialistica ma trasversale e, con le facoltà umanistiche, si può avere una formazione di base molto eterogenea che va poi perfezionata con competenze e plus che fanno la differenza.

Il Plus nel Mondo del Lavoro

Il mondo del lavoro attuale è in continua evoluzione, con richieste sempre più eterogenee e competenze sempre più settoriali. Il neodiplomato di oggi per essere vincente nel lavoro deve essere pronto a scoprire, a mettersi in gioco e ad avere un’apertura al mondo totale.
Nel percorso di studi e nella propria vita quotidiana è fondamentale vivere delle esperienze che possono essere un primo approccio al mondo del lavoro e che possono aiutare a mettersi alla prova per trovare la propria strada.

La conoscenza delle lingue e un percorso, anche breve, di studio all’estero sono elementi chiave per le aziende che dovranno assumere; cosi come una vita attiva in attività di volontariato, campus universitari e progetti di ricerca sono molto utili per i recruiter. Poter inserire in curriculum azioni e attività extra aiutano a comprendere la natura e le attitudini del candidato e sono considerati punti in più per la scelta della persona da inserire in organico.
La concorrenza è molto alta, quindi a fare la differenza sono le esperienze di vita forti che vi mettono a contatto diretto con persone, luoghi e culture diverse da quella di formazione.

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