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Autunno in Barbagia: Ortueri nel cuore del Mandrolisai

Sa Omo de Arremundicu Cau Ortueri ph ele's. www.ele22.it

Sa Omo de Arremundicu Cau Ortueri ph ele’s. www.ele22.it

“A Su trabagliu bessis dae manzanu
e bessis finas chito donzi die”  Alessandro Loi.

Prima edizione di Autunno in Barbagia a Ortueri: una tre giorni intensa ricca di colori, emozioni, sapori e saper fare.

Per i vicoli del piccolo borgo del Mandrolisai ogni angolo si è animato di bello e di antico. Le case del centro storico sono state aperte da artigiani e produttori del luogo per far conoscere i “colores e sabores de atongiu” a visitatori e turisti.

La prima volta ad Ortueri: affluenza interessante per il paese, un evento da ripetere e da organizzare per tutti coloro che hanno partecipato in prima persona alle tre giornate del week end dell’Immacolata.

Case e casette aperte ai visitatori: una atmosfera particolare da valorizzare. Osservando le abitazioni ormai in disuso del paese si possono  notare somiglianze con strutture architettoniche del nostro meridione di Italia. Con una differenza: a Ortueri sono disabitate ed abbandonate, aperte solo in occasioni speciali come Autunno in Barbagia, mentre a Matera, ad esempio, sono diventate strutture d’accoglienza turistica o location adibite ad attività di incoming, utilizzate quindi come attrattori.

Tutte belle e tutte particolari le cortes di Ortueri

 

In una stradina del centro storico una casa antica, con un caminetto caldo ed accogliente, ha immerso i visitatori nella vita dei pastori locali. E’ qui che il Mini Caseificio Succu ha messo in mostra il suo saper fare ed i suoi formaggi prelibati.

Prodotti Minicaseificio Succu Ortueri

Prodotti Minicaseificio Succu Ortueri

Prodotti di qualità, quelli di Valerio Succu e dei suoi familiari, sapori antichi di formaggi ovini, fatti oggi con le innovazioni tecnologiche permesse dal tempo, formaggi che conservano però la maestria di chi di campagna ci ha vissuto e ci vive.

Camminando per i vicoli poi ovunque porte aperte che raccontano storie antiche e dimenticate di artigiani capaci di lavorare stoffe e tessuti per realizzare costumi ed abiti, gioielli e bigiotteria tipica o contemporanea.

Vino S'Aide, produttore Giuseppe Alessandro Loi Ortueri ph ele's www.ele22.it

Vino S’Aide, produttore Giuseppe Alessandro Loi Ortueri ph ele’s www.ele22.it

Ma Ortueri è noto in Sardegna per il vino ed allora tappa importante per tanti è stata quella dall’ Azienda agricola, Loi Giuseppe Alessandro, produttore di vino “S’AIDE”. Anche qui un camino caldo ed accogliente ed una casa tradizionale sistemata per l’occasione: poesia e vino, vino e poesia. Alessandro Loi, giovane produttore locale e poeta, presenta i suoi vini, tra questi spicca S’Aide, un ottimo nero. La mission del giovane quarantenne è quella di valorizzare il vino Mandrolisai e l’antico Moscato locale.

Artigianato Livio Vacca

Artigianato Livio Vacca

Simpatia e creatività è quella di Livio Vacca che ad Autunno in Barbagia a Ortueri ha messo in mostra i suoi lavori d’artigianato tra cui calamite, taglieri ed altro con disegni hand made raffiguranti costumi e tradizioni locali.

a Barberia di Tziu Pirisi cortes delle sorelle Cabiddu Ortueri ph Ele's www.ele22.it

La Barberia di Tziu Pirisi cortes delle sorelle Cabiddu Ortueri ph Ele’s www.ele22.it

Proseguendo per le vie del paese ecco la barberia e la sartoria più antica del paese: da Tziu Pirisi, un viaggio nel passato. Una vera barberia dei primi del ‘900, completamente attrezzata, un angolo della sartoria del signor Cabiddu con la prima macchina da cucire Singer del paese e, pezzo forte della cortes, una lavatrice a manovella. A far vivere il sogno le sorelle Cabiddu che per l’occasione hanno messo in mostra presepi ed oggetti natalizi fatti a mano in una delle cortes più emozionanti in questo viaggio.

Sensazioni fuori dal tempo in Sa Omo de Arremundico Cau: tra carri, attrezzi da fabbro e tutto ciò che caratterizzava la vita locale ad Ortueri nei secoli scorsi.

Infine nella “chiesetta” accanto alla parrocchia di San Nicola, una bella esposizione di dolci tradizionali locali a cura dei quarantenni del 2018.

Un paese, Ortueri, da valorizzare.

Qui una mini raccolta di foto

Foto e testo di Eleonora Casula

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"Amo ricercare, leggere, studiare ogni profilo dell'umanità, ogni avvenimento, perciò mi interesso di notizie e soprattutto come renderle ad un pubblico facilmente raggiungibile come quello della net. Mi piace interagire con gli altri e dare la possibilità ad ognuno di esprimere le proprie potenzialità e fare perchè no, nuove esperienze." Eleonora C.

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Comments

  • mario vacca 11 dicembre 2017 at 5:04 PM

    Peccato,non ho potuto essere presente a questa manifestazione,In lontananza sento comunque questi rigurgiti di passato in un mondo moderno,Io in questi rigurgiti ci sono nato e fino all età di 14 anni anche vissuto,tuttora lo tengo nei sogni e nel cuore,La semplicità di una volta,la sua povertà faceva crescere virtù che mai spariranno,quello cheadesso vedo nelle bellissime foto riportano si fedelmente l andazzo di quella vita, I carri trainati da buoi carichi all inverosimile di fascine di legno, che nelle strette vie del paese smuovevano le tegole e le poche grondaie delle casette del paese, i Paracarri o i vecchi graniti sulla soglia degli usci erano comode poltrone x quelli del vicinato che prendevano il fresco discorrendo tra loro, L’odore dei tini che ribollivano di mosto, La paglia nelle strade che determinava il periodo de s’incungia, i tantissimifalò che le domeniche mattina dal mese di Dicembre conducevano al brucciacchiare delle setole del maiale ucciso x farne le provviste, l’allegria delle strade,Il vecchio barbiere che io ho avuto come caro vicino aveva una grande intelligenza, sempre disposto con tutti e per tutti una giusta risposta,un poeta di valore che tra una barba, un vestito di frustagno e di orbace declamava le sue odi avendo anche una melodissima voce,i Pastori che ripartivano x l ovile cn l asino con le brocche appresso,I contadini che già all alba partivano x i loro campi seminati,I vigneti che promettevano una buona annata,Il fabbroferraio nella sua piccola fucina modellava i ferri x ferrare i buoi o gli asini,Il mastrobottaio che piallava le doghe x le botti che a presto venivano riempite del nettare di Bacco, Il mastro d ascia che preparava le scale x i carri,La piazza del paese che nelle giornate di festa pullulava dei suoi abitanti e tantissimi estranei che x voto arrivavano a piedi da paesi lontani,Questo è il paese che io ricordo e che i giovani adesso cercano di riscoprire e far conoscere,Grazie giovani,grazie Ortueri, grazie Ele.

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