È definitivo, per 100 scuole italiane una classe potrà diplomarsi in 4 anni. C’è Sassari.

diploma 4 anniSembrava un’utopia ed invece pare che il sogno di molti ragazzi si stia per realizzare. Ovviamente solo per gli studenti che frequenteranno gli istituti preposti dal Governo, quei 100 delle scuole secondarie di secondo grado ammesse alla sperimentazione dei percorsi quadriennali, secondo quanto previsto dall’Avviso pubblico emanato lo scorso 18 ottobre dal MIUR e aperto a indirizzi liceali e tecnici.

Difatti, dalla fine di quest’anno, sul web site del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, www.miur.gov.it, è pubblicato l’elenco delle 100 scuole ammesse al progetto suddetto. Tra esse vi è anche un istituto sardo, e precisamente l’Istituto Paritario Scientifico “Pitagora” di Sassari.

Nello specifico gli istituti ammessi al progetto possono avere solo una classe sperimentale. 100 abbiamo detto che sono gli istituti scolastici e sono suddivisi in 44 al Nord, 23 al Centro e 33 al Sud Italia, spalmati per diversi indirizzi, 75 liceali e 25 tecnici, cui 73 per scuole statali e 27 paritarie, come riportato nell’Avviso Pubblico emanato lo scorso 18 ottobre 2017 dal MIUR.

La sperimentazione avrà luogo nell’anno scolastico 2018/2019, con iscrizioni aperte dal 16 gennaio 2018, come del resto quella per le iscrizioni dei percorsi scolastici ordinari. Nell’Avviso Pubblico è ben specificato che non vi saranno “sconti” sugli obiettivi formativi, ragion pe cui  le scuole partecipanti hanno l’obbligo di assicurare il raggiungimento delle competenze e degli obiettivi specifici di apprendimento previsti per il quinto anno di corso, nel rispetto delle Indicazioni Nazionali e delle Linee guida. Con questo progetto si è deciso “di superare una logica ritenuta obsoleta per la formazione scolastica proiettata verso il mondo del lavoro così aprendo a una sperimentazione con criteri comuni di selezione, che hanno messo al centro la qualità dei percorsi e l’innovazione didattica, e con obiettivi nazionali di valutazione che, alla fine del percorso sperimentale, consentiranno di fare scelte basate su dati e informazioni approfonditi”.

Come si legge sul decreto del MIUR “Piano nazionale di innovazione ordinamentale per la sperimentazione di percorsi quadriennali di istruzione secondaria di secondo grado (Avviso prot. n. 820 del 18 ottobre 2017)“, scaricabile al link: http://www.miur.gov.it/web/guest/-/piano-nazionale-di-innovazione-ordinamentale-per-la-sperimentazione-di-percorsi-quadriennali-di-istruzione-secondaria-di-secondo-grado-avviso-prot-n-3, “Dall’anno scolastico 2018/2019 sono autorizzate alla sperimentazione di un percorso di studi quadriennale per una sola sezione, a partire dalla classe prima, le istituzioni scolastiche di istruzione secondaria di secondo grado, statali e paritarie, secondo l’elenco suddiviso per Regioni di cui all’allegato A, che costituisce parte integrante del presente decreto.” Nel Decreto, come allegato, tra l’altro c’è l’elenco completo degli istituti scolastici ammessi al progetto.

«I percorsi quadriennali non nascono oggi, sono il frutto di un dibattito che va avanti da tempo e di una riforma scritta nel 2000 quando era Ministro Luigi Berlinguer – ha posto in evidenza il Ministro del MIUR Valeria Fedeli -. Quella riforma non è mai stata attuata, ma nel 2013 una commissione istituita dal Ministro Francesco Profumo ha ripreso il tema dei percorsi quadriennali. Successivamente la Ministra Maria Chiara Carrozza ha dato il via libera alle prime sperimentazioni. Con il bando emanato a ottobre abbiamo deciso di imprimere una svolta. Di consentire una sperimentazione su grandi numeri, con una maggiore diffusione territoriale, nell’ottica di dare pari opportunità alle ragazze e ai ragazzi di tutto il Paese, e una maggiore varietà di indirizzi di studio coinvolti. Tutto questo per fare in modo che, alla fine del quadriennio, – ha concluso la Fedeli – si abbiano esperienze misurabili e valutabili davvero, secondo parametri condivisi e lavorando attraverso comitati scientifici nazionali e territoriali. Si avranno dossier approfonditi su cui poi tutti gli attori coinvolti potranno aprire il dibattito sul destino dei percorsi quadriennali».

Nico Baratta

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