Sclerosi multipla: una domanda sulle conclusioni dello studio Brave Dreams al Prof. Mauro Giacca

mauro2UNA DOMANDA SULLE CONCLUSIONI DELLO STUDIO BRAVE DREAMS AL PROF. MAURO GIACCA.

Gent.mo Prof Mauro Giacca, tra le altre cose, lei dice commentando lo studio #BraveDreams sul Piccolo di Trieste, che la storia “sembra essere giunta alla fine”. Le riconosciamo l’onestà intellettuale per l’aggiunta del “sembra”, ma la domanda è: ha letto le conclusioni finali dello studio Brave Dreams?
https://jamanetwork.com/journals/jamaneurology/fullarticle/2664001#176139438

Lei scrive che è una terapia “pericolosa”, ma nelle conclusioni finali dello studio che lei ritiene debba mettere la parola fine alla ricerca sulla #CCSVI nella #SclerosiMultipla, è scritto: “La PTA è una tecnica sicura ma inefficace per curare la CCSVI in circa la metà dei pazienti.” (“Venous PTA has proven to be a safe but ineffective technique in treating CCSVI in about half of patients.”).
-QUINDI, risulterebbe quantomeno esagerato affermare ciò che ha scritto, cioè che la terapia è ‘pericolosa’, perché le conclusioni dello studio invece dicono che la PTA non è pericolosa, ma sicura.

Sul fatto poi che secondo lei l’angioplastica sia “inutile”, sempre facendo riferimento alle conclusioni finali, è scritto:
“L’effetto ritardato della PTA venosa sei mesi dopo la procedura sul biomarcatore della risonanza magnetica suggerisce la possibilità che la PTA possa produrre benefici per un sottogruppo di pazienti con sclerosi multipla“ (“The delayed effect of venous PTA 6 months after the procedure on the magnetic resonance biomarker suggests a possibility that PTA may produce benefit for a subgroup of patients with MS.”)
-QUINDI, potrebbe risultare quanto meno esagerato affermare ciò che ha scritto, cioè che la terapia è “inutile”, perché le conclusioni dello studio dicono che la PTA potrebbe non essere inutile per un sottogruppo di pazienti.

Inoltre, sempre sulla presunta ‘inutilità’, le ricordiamo che statisticamente non è escluso che la PTA abbia una azione positiva, e che il risultato è gravato solo dalla grandezza del campione clinico, come chiaramente si legge nella discussione: “i risultati sulle nuove lesioni da risonanza magnetica non escludono del tutto un effetto della PTA venosa”,
ma vista la terminologia scientifico/statistica riportiamo il testo originale per non incorrere in fraintendimenti: “the findings on new MRI lesions do not completely exclude an effect of venous PTA, since the 95%CI for the mean lesion ratio of 0.72 in favor of PTA includes the 0.65 target for PTA improvement (95% CI, 0.32-1.63).”
-QUINDI, In poche parole, questo significa che matematicamente non può essere esclusa l’efficacia della PTA.
-In alternativa, potrebbe forse contattare la neurologa di Ravenna che ha partecipato allo studio, e che ha dichiarato parlando dei suoi pazienti: “Dei 20 che sono stati trattati con la PTA, 18 hanno mostrato miglioramenti nei sintomi, e la risonanza magnetica ha mostrato minori lesioni.” http://www.ctvnews.ca/health/jama-neurology-study-delivers-verdict-on-novel-ms-treatment-1.3684387

Ancora, quando lei sembra augurarsi che la storia sembra “essere giunta alla fine”, le ricordiamo che lo studio stesso che secondo lei avrebbe messo la parola fine alla ricerca, scrive testualmente il contrario. Infatti, sempre nelle conclusioni finali, in riguardo alla possibilità suggerita dalla risonanza magnetica che la PTA possa produrre benefici, si dice: “Questo dovrebbe essere ulteriormente analizzato e indagato” (“This should be further analyzed and investigated.”)
-QUINDI, a differenza di quanto lei afferma, la storia NON è giunta alla fine.

Infine, lei dice che è “un’idea senza fondamento sperimentale”, e “una terapia infondata”, facendo anche riferimento allo spreco di denaro pubblico. Il Prof Eleuterio Toro dell’Università di Trento, probabilmente le risponderebbe che è esattamente per il fatto che non è ancora provata, che viene proposta questa ricerca: https://youtu.be/_4ZP7MjAkAQ?list=UUckFpJ4XqBtf2PT46QghU-g&t=680
e comunque lo studio randomizzato, doppio cieco, controllo placebo, multicentrico parallelo, di nome Brave Dreams, dichiara che:
– il 74% dei malati di SM ha la CCSVI,
– la PTA non è pericolosa,
– la risonanza magnetica suggerisce che un sottogruppo di pazienti possa avere dei benefici dalla PTA,
– e che la ricerca deve procedere.

Siamo assolutamente d’accordo con lei quando scrive che le idee debbano seguire “uno sviluppo etico scevro di sensazionalismi, qualità queste che sembrano essere mancate in questa vicenda.”

Cordiali saluti,
La pagina Facebook “CCSVI nella Sclerosi Multipla”.

L’articolo di Mauro Giacca cui si fa riferimento:
http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2017/11/21/news/la-scienza-dei-social-media-e-il-metodo-zamboni-1.16146127

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