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L’alimentazione degli italiani allunga la vita

L'alimentazione degli italiani allunga la vitaL’alimentazione degli italiani assicura la longevità e riduce la mortalità precoce. Nel nostro Paese l’alimentazione è modulata, principalmente, secondo i canoni della dieta mediterranea.
Consumare frutta, verdura e grassi riducendo i carboidrati può aiutare a vivere più a lungo e meglio.

L’alimentazione italiana e salute

L’alimentazione italiana è salutare e protegge dal rischio di morte prematura. Secondo una ricerca scientifica svolta dall’Osservatorio nutrizionale Grana Padano in Italia la dieta allunga le speranze di vita.
I dati, pubblicati sulla rivista “The Lancet, hanno sottolineato che l’alimentazione seguita dai nostri connazionali sono associati ad un rischio inferiore di morte.
Gli esperti hanno preso in esame 4500 italiani,con un’età media di 52 anni, e il loro modo di mangiare. Ciò che emerge è che le abitudini culinarie tipiche dell’Italia aiutano la longevità e permettono di preservare lo stato di salute. La spiegazione si rintraccia nella quasi totale coincidenza fra le percentuali di micronutrienti indicati da LARN e quelli riscontrati nella ricerca.

Le speranze di vita degli italiani, secondo l’Istat, sono pari a circa 80 anni per gli uomini ed 85 per le donne. Si tratta di una longevità determinata soprattutto dalla dieta costituita da verdura, legumi, proteine e grassi. Proprio i lipidi sono fondamentali per preservare il benessere generale e, più nello specifico, quello dell’apparato cardiovascolare. Mentre fino a pochi decenni fa erano considerati deleteri da qualche tempo sono stati rivalutati, soprattutto se provengono dal latte e dai suoi derivati.

L’alimentazione italiana, cosa mangiare

Per ridurre il rischio di mortalità dipendente dall’alimentazione è bene variare gli alimenti e seguire la stagionalità. La mortalità può essere ridotta controllando la quantità di carboidrati ed aumentando verdura, legumi e frutta.

Per quanto riguarda i lipidi è consigliabile condire con l’olio extra vergine d’oliva che a crudo mantiene inalterate tutte le sue qualità. L’apporto può derivare anche dal pesce, come quello azzurro, latticini e formaggi, sia freschi che stagionati che non dovrebbero superare la dose di 50 grammi.

Grassi buoni ma anche minerali, vitamine e proteine vegetali si trovano nei semi oleosi e nella frutta secca.

Mandorle, noci, nocciole ma anche semi di sesamo sono spezza fame salutari anche se è opportuno non eccedere con le quantità per via dell’alto apporto calorico.

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