Maestre a rischio: sessantamila in Italia, oltre mille in Sardegna

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Sardegna: si prevede un caldo 2018 per le maestre dell’Isola. Tema caldo caldissimo visto che in Sardegna sarebbero 1000 le insegnati penalizzate da una sentenza  che non riconoscerebbe loro il diritto di insegnare.

Maestre che quotidianamente svolgono lezioni, correggono compiti, fanno sostegno (qualcuna senza abilitazione) accolgono genitori, gestiscono bambini. L’abilitazione all’insegnamento, secondo lo Stato, non ci sarebbe.

Maestre, per lo più donne, che quotidianamente svolgono la loro mission in scuole materne ed elementari, professioniste dell’educazione con un diploma magistrale ottenuto prima del 2002 (titolo abilitante all’insegnamento se conseguito prima di quell’anno), posti di lavoro messi a rischio da una sentenza del Consiglio di Stato.

Ben oltre 40mila persone in Italia e circa 1000 in Sardegna: senza lavoro?  Un fine anno da incubo ed un inizio 2018 incerto per chi ha paura di rimanere senza lavoro.

Sui social è continua discussione: ci si prepara ad uno sciopero nazionale a Roma per l’8 di gennaio.

E’ in una nota del Movimento Diplomati Magistrali Abilitati che si legge “i  colleghi docenti di scuola primaria  dopo la sentenza della sezione Plenaria del consiglio di Stato si son visti escludere dalla graduatoria d’esaurimento (GAE) con la possibilità di entrare in ruolo. Dalla sentenza emessa ci sarebbe un licenziamento di massa di persone che da oltre 10 /15 anni stanno lavorando nella scuola.”

A perdere il posto di lavoro sarebbero coloro che hanno un contratto a termine entro il 30 giugno o il 31 agosto, gli stessi potrebbero non finire l’anno di lavoro.

“Il titolo magistrale conseguito entro l’anno scolastico 2001-2002 non è abilitante,” prosegue la nota del coordinamento  “a detta della sentenza della plenaria, per le graduatorie ad esaurimento. Chi è stato assunto a tempo indeterminato, passato in ruolo, ma con la riserva pendente quando arriverà la sentenza di merito vedrà il proprio contratto stracciato con buona pace di chi ha già fatto l’anno di prova. E’ il destino di circa 60mila persone dopo la sentenza della Plenaria del Consiglio di Stato che si è così pronunciata: “Il possesso del solo diploma magistrale, sebbene conseguito entro l’anno scolastico 2001-2002, non costituisce titolo sufficiente per l’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento del personale”.”

Le maestre non si aspettavano una simile determinazione: lo Stato licenzierà coloro che hanno formato e continuano a formare i nuovi cittadini?

In una realtà, quella della scuola, dove sono migliai i precari, una simile determina getta nel panico e nello sconforto coloro che quotidianamente portano avanti la mission educativa.

Cosa accadrà? Per ora nulla di certo o chiaro

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