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“Non vi è quasi nulla di fermo” Ragionamento in progress…Bruno Chiarlone Debenedetti

Non vi è quasi più nulla di fermo: la storia che nuovamente dipaniamo si sviluppa su terreno colto e incolto, come una pianta erbacea che corre, un rampicante, una zucchina trombetta, una lunga piantagione di cavoli neri, un tardiva infiorescenza di cipolla dolce, frutti della terra, antichi e modificati in proprio…

La mia scrittura stentata, appena immessa, scorre piano sul pendio del giorno prima, avanza anche al giorno d’oggi tra i cespugli bassi. Sarà poi discreta la raccolta delle parole sparse, ma si riuscirà a mettere assieme comunque frasi asciutte e frutti secchi da spargere sul tavolo e poi fare una bella cernita.

Con infinto lamento esponiamo in libreria la nostra fragilità umana, ci preoccupiamo per malattie, incidenti e mali sconosciuti, malattie rare: cerchiamo risposte impossibili, sempre in allerta sotto la coperta o tra i muri del vestibolo….

Ma siamo spesso noi la causa dei nostri mali: l’artista e l’uomo o la donna che non si diletta nel suo tempo quotidiano è il più grande malato e non sa che cosa sta facendo… Gli altri che guardano la sua opera, il suo lavoro, possono forse capirlo meglio e dirlo con chiarezza.

Coinvolto in un itinerario di scoperta con tutti i sensi, chi lavora ad arte esclude però la vista e il percorso narrativo, l’iter progettuale frammentario… arriva quasi sempre nel buio più completo.

Bruno Chiarlone Debenedetti

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