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Il castello Ursino a Catania e i suoi fantasmi

Il castello Ursino a Catania sarebbe abitato da presenze paranormali. Edificato per difendere la città e tutta la Sicilia al castello Ursino sarebbe teatro di fenomeni inspiegabili e misteriosi.

Il castello Ursino, le apparizioni

Il maniero di Catania sarebbe infestato da più di un fantasma. Le presenze paranormali si sarebbero manifestate in molte stanze e, in particolare, nelle segrete dove hanno perso la vita moltissimi sfortunati. Essere detenuti al castello Ursino equivaleva alla morte perché le condizioni di detenzione erano particolarmente difficili.

Le apparizioni misteriose sono state riferite da più fonti e da molti visitatori che hanno riferito di aver osservato figure non umane. Sarebbero stati percepiti pianti, rumori ed altre sensazioni particolari. Al castello di Ursino gli oggetti prenderebbero vita da soli, le porte si chiuderebbero e si avvertirebbero correnti e mal funzionamenti di apparecchi elettronici.

 Inoltre, in alcune fotografie scattate all’interno del castello sarebbero visibili delle entità non identificabili che potrebbero far pensare a fantasmi. Potrebbe trattarsi delle anime di coloro che sono stati qui imprigionati ingiustamente.

Il castello Ursino, la storia

L’imponente costruzione è stata richiesta da Federico II di Svevia a Riccardo da Lentini. Il castello Ursino probabilmente deve il suo nome alla posizione originaria nella quale era sorto, sull’acqua. Il termine Ursino sarebbe derivato da “sinus” ossia “del golfo”. L’eruzione dell’Etna nel 1669 stravolge la configurazione del luogo a causa della lava che si sostituisce completamente al mare. Ecco perché oggi l’edificio non appare più in posizione dominante a picco sul mare.

Faceva parte di un articolato sistema difensivo che avrebbe dovuto proteggere la Sicilia dalle incursioni dei pirati. Ha subito varie modifiche nel corso dei secoli ed è stato anche sede del Parlamento siciliano. Al suo interno, nella zona adibita a carcere, si possono ammirare iscrizioni, frasi e disegni lasciati dai prigionieri.

Oggi è visitabile ed è sede del Museo civico di Catania che custodisce le ricchezze dei Benedettini e il fondo Biscari.

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