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Umberto Saba tra i preferiti prima prova italiano esami maturità

Umberto Saba e la sua poetica sono fra gli argomenti da ripassare per la maturità del 2018. Figura di spicco a cavallo fra Ottocento e Novecento, Umberto Saba ha combattuto durante la Grande Guerra e a causa delle leggi razziali è costretto a riparare in Francia, a Parigi.

Umberto Saba, la biografia

Umberto Saba, pseudonimo di Umberto Poli, è nato nel 1883 a Trieste. Il padre Edoardo Poli lo stesso anno lascia la moglie ed il figlio che viene affidato alla balia Peppa Sabaz. Proprio ispirandosi al suo nome il poeta decide di firmare le sue opere col nome di Umberto Saba. All’età di tre anni la madre decide di riprendere con sé il figlio che non riuscirà mai a superare definitivamente questo trauma.

Umberto Saba studia alcuni anni al liceo classico, successivamente frequenta l’Accademia di commercio e nautica che non completa. Dopo aver lavorato per un breve periodo come mozzo si iscrive all’università di Pavia. Si trasferisce a Firenze dove nel 1906 conosce la moglie Carolina Wolfer dalla quale avrà la figlia Linuccia. Sin da giovane Umberto Saba manifesta degli stati di inquietudine e nevrastenia che affronta grazie alla psicanalisi.

In seguito alla promulgazione delle leggi razziali del 1938 raggiunge Parigi che lascia dopo un anno per Firenze. Qui conosce Eugenio Montale che con la collaborazione di altri intellettuali gli fornisce aiuto e protezione.

La morte della moglie, le delusioni politiche ed altre difficoltà inducono Umberto Saba a farsi ricoverare a Gorizia, presso un clinica. Muore il 25 agosto del 1957.

Umberto Saba, la poetica

La poetica di Umberto Saba si rivela innovativa e differente rispetto ai canoni del tempo. Il poeta preferisce un linguaggio diretto, lontano dagli artifizi tipici del decadentismo.

“Il Canzoniere”, la cui edizione definitiva è pubblicata postuma, le tematiche riguardano la vita e la sofferenza che accomuna tutti gli esseri viventi. Questa particolare visione lo accomuna ad altri grandi poeti come Giacomo Leopardi.

Il titolo della raccolta è un chiaro riferimento a Francesco Petrarca.

Un ruolo centrale in tutta la produzione spetta a Trieste la città natale per la quale nutre un rapporto ambivalente.

Nel 1961 viene pubblicato il romanzo incompiuto “Ernesto” .

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