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Agrinsieme

Si è tenuta ieri la manifestazione organizzata da Agrinsieme a Montegrosso (Andria). L’occasione
per far incontrare gli agricoltori con l’Assessore regionale alle Politiche Agricole, Leo Di Gioia, sui
temi importanti per il comparto quali calamità atmosferiche, PSR, Pac, xylella e consorzi di
bonifica.
Calamità atmosferiche
La gelata di Marzo 2018 ha danneggiato non meno di 90.000 ettari nell’area delle province di Bari-
Bat e Foggia. Tra l’altro si tratta del cuore dell’olivicoltura pugliese, ovvero delle zone da cui si
ottengono le maggiori rese per ettaro e che producono l’extra-vergine di qualità. Da molti di questi
ettari olivicoli, nel 2018, non si otterrà alcuna produzione! La situazione è disastrosa, da profili
negativi epocali che rischiano di mettere in ginocchio tutto il settore agricolo pugliese già colpito
fortemente dalla xylella. È una specie di terremoto a cui rispondere con interventi importanti
dotando il Fondo di solidarietà nazionale e la legge 102/2004 di specifiche risorse economiche.
Ora basta!
Bisogna ottenere:
Contributi in conto capitale per compensare la produzione lorda vendibile persa
Prestiti per il capitale di esercizio
Proroga delle operazioni di credito agrario con abbattimento degli interessi
Agevolazioni previdenziali
Alla Regione Puglia si chiede di attivare un bando specifico attraverso la misura 5.2 del PSR
Puglia 2014/2020 anche individuando risorse extra PSR. In subordine si approvi una legge
regionale, sul modello della Legge Regionale n.24/1990, che stanzi delle apposite risorse.
In ultimo bisogna emanare il decreto di riconoscimento della siccità 2017!!
PSR Puglia
Il PSR allo stato è un addensato di inefficienze, di proposte di finanziamento molto opinabili e di
decisioni mai prese. L’Organismo pagatore – Agea – è poco affidabile con ritardi nei pagamenti e
procedure informatiche lente e farraginose: non possiamo accettare i ritardi di anni nei pagamenti
delle domande a superficie. Le misure di investimento sono in una fase di stallo; è necessario
procedere con controlli per le performance economiche dichiarate, attivando la macchina tecnico-
amministrativa regionale. Essendo pervenute molte più domande rispetto alla dotazione dei bandi,
è necessario individuare precise priorità. Per Agrinsieme le priorità sono le aziende agricole
che investono e che creano occupazione, quelle che rappresentano il 93% della PLV
agricola nazionale: a queste aziende il PSR deve concedere la massima priorità.
Ora basta!
Le richieste di Agrinsieme sul PSR sono le seguenti:
Messa in mora di Agea e del Sin che devono garantire processi certi e veloci nella
liquidazione delle domande a superficie
Costituzione in tempi rapidi di uno sportello Agea presso la Regione Puglia
Avvio immediato dell’attività di verifica e controllo sulle pratiche degli investimenti strutturali
(mis. 4.1 A; mis. 6.4; mis. 4.1 B; mis. 4.2)
Rimodulazione del PSR a favore della misura 4.1.A
Recupero di fondi aggiuntivi da allocare prioritariamente alla misura 4.1.A
Riforma PAC Aiuti accoppiati
Entro il 1 Agosto 2018 ogni stato membro, quindi anche l’Italia, può proporre una revisione delle
modalità di ripartizione degli aiuti accoppiati. Ad oggi circa il 60% degli aiuti accoppiati finiscono a
colture ed allevamenti del centro nord, a danno delle colture del sud che generano alti livelli di
occupazione. Chiediamo interventi per riequilibrare tale ripartizione a favore delle colture
mediterranee come l’olivo ed il grano, pesantemente penalizzate dall’attuale ripartizione degli aiuti
accoppiati.
Ora basta!
Vogliamo che la Regione Puglia si esprima in maniera chiara ed inequivocabile su questa
questione, cominciando con uno specifico ordine del giorno in Consiglio Regionale per finire con
l’apertura della trattativa di revisione con il ministero e le altre regioni.
Riforma PAC Tagli al bilancio comunitario
In seguito al taglio di bilancio proposto sulla politica agricola Ue l’Italia potrebbe perdere circa 2,7
miliardi a prezzi correnti, il 6,9% in meno rispetto all’attuale periodo di programmazione. Nel
periodo finanziario 2021-2027 all’Italia dovrebbero andare 24,9 miliardi in pagamenti diretti,
8,9 miliardi per lo sviluppo rurale e 2,5 miliardi per le misure di mercato. Si ipotizza anche
una riduzione della quota del capping a sfavore delle aziende più importanti, quelle che creano
ricchezza ed occupazione.
Ora basta!
La Regione Puglia, che rappresenta la regione con maggior quota di aiuti diretti in Italia, non può
tacere di fronte a questo taglio che avrebbe conseguenze disastrose.
Xylella
Sono anni che ci si affanna dietro questa problematica, ogni iniziativa è oggetto di commenti e
azioni di personaggi spesso affetti da qualunquismo e da pressapochismo. Intanto la xylella
avanza, risalendo sempre più velocemente la Puglia, distruggendo un patrimonio di 80.000 ettari.
Fra pochi anni assisteremo alla distruzione dell’olivicoltura pugliese, uno dei pochi settori che
ancora regge l’economia della nostra regione. Intanto l’UE sanziona la Regione Puglia per non
aver adempiuto agli obblighi predisposti. L’UE oltre a comminare sanzioni dovrebbe intervenire
in maniera strutturale rispetto ad una calamità senza precedenti. Come si ripristinano 80.000
ettari di patrimonio olivicolo distrutti? Con i 10 milioni di euro della misura 5.2. del PSR e i 32
milioni di euro della misura 4.1.C del PSR? Non riteniamo accettabile il rimpallo di responsabilità,
soprattutto in una materia dove la Regione ha competenze dirette. Non si comprende il perché
dell’immobilismo dell’Osservatorio Fitosanitario che non ha ancora notificato i provvedimenti di
abbattimento sui focolai individuati ad Ottobre, nonostante le sollecitazioni delle imprese. I 29
ricorsi in più di tre anni non possono giustificare lo stallo attuale.
Ora basta!
Chiediamo interventi e risorse seri, con azioni programmatiche che si occupino anche
dell’informazione e della formazione degli imprenditori. L’UE ha previsto ingentissime risorse per
progetti diretti come LIFE e Horizon, chiediamo che l’UE stanzi risorse importanti e dedicate
esclusivamente alla questione xylella senza se e senza ma. Chiediamo un piano organico di
interventi in attuazione dei regolamenti comunitari e piani fitosanitari cofinanziati dalla
commissione.
UE Importazioni olio dalla Tunisia
Il governo tunisino ha chiesto una nuova assegnazione del contingente temporaneo a dazio zero di
35.000 tonnellate per le esportazioni di olio di oliva, rispetto alle 57.000 circa concesse in via
eccezionale per il 2016 e per il 2017. Queste importazioni, aumentate di più del 300% dal 2014 ad
oggi, sono una delle cause della flessione dei prezzi. Quali sono le norme igienico sanitarie in
Tunisia? Quali sono i profili etici rispetto ai lavoratori in Tunisia? Perché l’UE concede queste
importazioni a danno dell’Italia ed in particola della Puglia?
Ora basta!
Non possiamo più sopportare queste ingerenze da parte dell’UE e la Regione Puglia non può più
stare zitta!!

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