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Legge Urbanistica Sardegna: audizione CNA

 “Non va sprecata l’occasione di portare in porto la riforma. Si può fare una buona legge Urbanistica senza derogare al Piano Paesaggistico regionale: la Cna chiede lo stralcio degli articoli 31 e 43” 

II vertici della CNA sentiti in Audizione dalla Commissione Urbanistica del Consiglio Regionale della Regione Autonoma della Sardegna

Si può fare una buona legge urbanistica senza derogare al Piano Paesaggistico regionale. È quanto hanno ribadito i vertici della Cna Costruzioni Sardegna durante l’odierna audizione presso la Commissione Urbanistica del Consiglio regionale nella quale, auspicando il varo della riforma entro la fine del 2018, l’associazione artigiana ha chiesto lo stralcio degli articoli 31 e 43 che prevedono rispettivamente incrementi volumetrici delle strutture ricettive turistiche entro i 300 metri e programmi di grande interesse sociale ed economico in deroga alle aree di salvaguardia totale.

La Cna chiede da anni una legge di pianificazione del territorio che riordini la normativa, la semplifichi e sia capace di offrire agli investitori pubblici e privati certezza normativa e tempi certi di realizzazione degli investimenti”, hanno spiegato Francesco Porcu e Antonello Mascia, rispettivamente segretario regionale della Cna Sardegna e presidente regionale di Cna Costruzioni, durante l’audizione. “Consideriamo profondamente sbagliata l’idea contenuta nella proposta di legge Urbanistica di consentire perfino entro i 300 metri dalla linea di battigia e nelle aree di salvaguardia previste dal PPR, incrementi volumetrici dell’ordine del 25%, anche con corpi fabbrica da realizzarsi separati. E’ una strategia che secondo noi non potrà procurare alcun vantaggio collettivo, men che mai contribuire a ridurre il fenomeno della stagionalità come viene affermato”.

Alla luce di numerose indagini effettuate in questi anni la CNA Sardegna – hanno evidenziato Porcu e Mascia – ritiene che il sistema turistico sardo abbia enormi potenzialità inespresse ed esista uno spazio enorme da colmare promuovendo una forte azione di rilancio del comparto che non confligga con gli standard di tutela e di salvaguardia fissati dal piano paesaggistico regionale, che vanno rispettati e non debbono essere derogati. “Persistere su questa linea confligge con l’affermarsi di una forte coscienza collettiva che riconosce nella tutela e nella salvaguardia dell’ambiente e del paesaggio, il bene più prezioso da preservare e come tale anche il capitale più vincente e strategico di cui la Sardegna dispone da mettere a reddito e a valore nel tempo”.

I vertici dell’associazione artigiana hanno evidenziato la necessità di combattere il fenomeno dello spopolamento delle zone interne e ridurre l’antropizzazione delle fasce costiere visto che negli ultimi decenni e anche negli anni a noi più vicini, dal 2005 ad oggi si è costruito nei comuni costieri in percentuali fino a cinque volte superiori rispetto a quelli non costieri.

Stock patrimonio abitativo – abitazioni in edifici residenziali per epoca di costruzione

 

  Prima del 1919 1919-1945 1946-1960 1961-1970 1971-1980 1981-1990 1991-2000 2001-2005 Dopo il 2005 Totale
Sardegna 46.729 64.390 111.397 144.405 189.813 160.195 105.202 55.874 44.976 922.981
Costieri 30.958 42.687 75.987 106.824 148.528 125.950 82.862 45.346 37.125 696.267
Non costieri 15.771 21.703 35.410 37.581 41.285 34.245 22.340 10.528 7.851 226.714
Italia 3.656.542 2.799.407 4.268.838 5.986.048 5.770.951 3.874.961 2.311.576 1.348.445 1.121.510 31.138.278

 

Fonte: Elaborazioni Cna Sardegna su dati Istat

D’altronde, secondo i vertici della CNA Sardegna, per incrementare il turismo nell’isola non è necessario costruire nuove strutture ricettive sul mare. L’offerta ricettiva della Sardegna è infatti ampiamente adeguata anche nel confronto con le altre regioni competitor del mediterraneo e sufficiente a gestire flussi turistici di dimensioni significativamente superiori di quelle attuali.

Offerta ricettiva, numero di posti letto (strutture alberghiere e strutture extra alberghiere 2015)

 

 

Fonte: Elaborazioni Cna Sardegna su dati Eurostat

Se la Sardegna operasse in termini di performance come le migliori regioni italiane sarebbe possibile aumentare – senza modificare l’offerta ricettiva attuale –  flussi turistici e valore aggiunto di oltre il 40%, – hanno spiegato i vertici della Cna Sarda – il che significherebbe poter accogliere 4 milioni di arrivi, a fronte dei 2,6 attuali, 17 milioni di presenza rispetto alle 12 attuali. Ma per ottenere questi risultati non servono nuove strutture ricettive, o strutture ricettive più grandi, men che mai nelle aree ambientali protette, o addirittura da ubicare vicino al mare. Occorrono piuttosto strategie serie di destagionalizzazione, internazionalizzazione, innovazione tecnologica, diversificazione dell’offerta, valorizzazione del patrimonio naturalistico e storico-culturale della nostra regione e soprattutto accessibilità e costi competitivi al sistema trasportistico tutto, potenziando quello locale. La Sardegna offre centinaia di siti archeologici, tanti musei sparsi nel territorio, parchi archeologici e minerari, affascinanti paesi dell’interno con il loro record di longevità, arte ed a un artigianato artistico unico nel panorama europeo. Bisogna valorizzare queste risorse, recuperare i nostri centri urbani e migliorare i servizi offerti per rinnovare l’immagine della Sardegna come meta turistica tra le più rinomate”.

La Cna ribadisce dunque l’importanza di dotare al più presto la Sardegna di una legge Urbanistica ma senza alcuna deroga al Piano paesaggistico regionale. “Dall’approvazione della legge urbanistica ci aspettiamo impulso all’attività edilizia ma nel pieno rispetto del P.P.R. di cui auspichiamo l’estensione anche alle zone dell’interno – dichiarano   Porcu e Mascia – perché riteniamo non ci sia nessun legame tra questo e la crisi del mercato delle costruzioni nella nostra regione.

 

Il mercato delle costruzioni ha bisogno che si punti sull’edilizia ecosostenibile e di qualità, sul riuso, sull’efficientamento energetico e sulla riqualificazione urbana. Nel testo presentato – concludono i vertici CNA – si introducono novità importanti, come gli istituti della perequazione e della compensazione urbanistica, della demolizione e della ricostruzione; concetti decisivi per promuovere i processi di riqualificazione e rigenerazione urbana necessari per ammodernare i nostri centri urbani e promuovere un’edilizia di qualità”.

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"Amo ricercare, leggere, studiare ogni profilo dell'umanità, ogni avvenimento, perciò mi interesso di notizie e soprattutto come renderle ad un pubblico facilmente raggiungibile come quello della net. Mi piace interagire con gli altri e dare la possibilità ad ognuno di esprimere le proprie potenzialità e fare perchè no, nuove esperienze." Eleonora C.

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