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Ecco gli imprenditori “sociali” più giovani d’Italia, si occupano di bullismo

Il Movimento Anti Bullismo Animato da STudenti Adolescenti “MABASTA”, nato nel 2016 ad opera di una classe di studenti 14enni dell’Istituto “Galilei-Costa” di Lecce, dopo due anni e mezzo di attività, inizia a fare sul serio e diventa impresa sociale.

 

Cosa è una Impresa sociale? È un’impresa economica (quindi destinata allo scambio di beni e servizi) che però ha due peculiarità, primo deve realizzare delle finalità di interesse generale (pertanto “sociale”) e coinvolgere quanti più soggetti possibili, secondo: non deve avere la finalità di lucro, è un soggetto non profit che svolge attività d’impresa.

             

Questo è esattamente lo spirito di “Mabasta”, è una startup ideata da giovanissimi che ha per mission quella di mettere in campo idee, iniziative e azioni “dal basso” per contrastare e, possibilmente, sconfiggere i pessimi fenomeni di bullismo e cyberbullismo.

 

In “giacca e cravatta” quindi, come si conviene nell’essere manager, ma jeans e sneakers non possono mancare, come si conviene …tra giovani.

 

ragazzi_4sm.jpgA breve i ragazzi che animano la startup sociale “Mabasta” lanceranno e pubblicheranno quello che definiscono il “Modello Mabasta”, una sorta di protocollo composto da consigli e comportamenti che ogni classe e/o scuola d’Italia può liberamente adottare. Sono tutte pratiche originali (alcune anche molto divertenti) concepite dalle giovani menti di questi studenti, creativi e impegnati allo stesso tempo.

 

«Ci auguriamo che, con l’adozione del nostro Modello Mabasta, – raccontano gli studenti dell’attuale classe 4°A del “Galilei-Costa” di Lecce – si possa davvero dare una frenata e una svolta decisiva ai tanti, troppi episodi di prevaricazione che leggiamo tutti i giorni sui media nazionali e internazionali. Ce la stiamo mettendo tutta nell’inventare pratiche nuove e sperimentazioni che, con il contributo e l’aiuto di tutti, possano migliorare nel tempo e portare a risultati importanti. La nostra “impresa sociale” non ha come obiettivo quello di fare e accumulare denaro, ma quello di tentare di risolvere un grave problema sociale che crea tanta sofferenza e, a differenza di un ente del terzo settore che si fonda su basi volontarie, far sì che possa essere per noi un vero e proprio lavoro, possibilmente ricompensato.»

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