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Dal super anticorpo al super vaccino, la Ricerca è lunga

Dal super anticorpo al super vaccino, la Ricerca è  lungaDa quanto si legge online sembra sia stato scoperto un “super anticorpo” che combatte l’influenza. Siamo già pronti per il “vaccino universale”? Se la notizia apparsa su Science Express dovesse essere confermata sarebbe un passo straordinario per la medicina e per tutta l’umanità, quella del “superanticorpo” in grado di sconfiggere tutti i virus di tipo influenzale.

Vi è da dire, che da tempo nel mondo della virologia alcune equipe di scienziati sono impegnate nello studio di una sorta di “vaccino universale” che sino a ieri sembrava ancora lontano. La ricerca effettuata dagli studiosi del Medical Research Council National Institute for Medical Research a Mill Hill e da quelli dell’Istituto per la Ricerca in Biomedicina, in Svizzera è partita dall’ esame di più di 100.000 campioni di cellule del sistema immunitario di pazienti che avevano l’influenza sino ad arrivare ad isolare un anticorpo – chiamato FI6 – che ha preso di mira una proteina presente sulla superficie di tutti i virus dell’influenza chiamata emoagglutinina.

Come sovente accade nella scienza medica i primi effetti positivi si sono avuti sulle cavie da laboratorio, in particolare su di alcuni topi a cui è stato somministrato l’anticorpo FI6 che sin da subito è apparso “completamente protettivo” contro una dose letale del famigerato virus H1N1, meglio noto come “influenza suina”. Si legge infatti che alcuni topi sono sopravvissuti dopo essere stati trattati con il super anticorpo fino a due giorni dopo aver ricevuto una dose letale del virus.  Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” specifica che nel caso in questione si parla ancora esclusivamente di anticorpo e non di vaccino, come hanno sottolineato gli autori dello studio in questione, secondo cui ci vorranno ancora anni affinché si possa giungere a commerciare un vaccino.E’ auspicabile, continua D’Agata,  che alla luce di questa scoperta, la ricerca possa correre più in fretta possibile anche perché come è noto, l’influenza continua ad essere una tra le cause più frequenti di morte nell’intero pianeta.

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