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La Valle dei Templi, un fascino senza fine

Sulla costa sud occidentale della Sicilia, non lontano da Mazara del Vallo, si trova la Valle dei Templi, dichiarata  dall’Unesco “patrimonio mondiale dell’umanità”,  uno dei maggiori complessi archeologici del Mediterraneo, immerso in un paesaggio agricolo di rara bellezza prevalentemente costituito da ulivi centenari e mandorli.

Fu nel 581 a.C. che un gruppo di coloni greci, insieme a rodiensi e galesi, fondarono, a difesa della costa africana tra Gela e Selinunte, Akragas, definita dal celebre Pindaro ” la più bella città dei mortali”. Di questa oggi rimane l’area dei templi, le necropoli, i resti di alcune porte e le fortificazioni. Siamo nel VI secolo a.C e Akragas, come tutte le polis greche, presentava un’ acropoli con i santuari ed una zona per la sede del centro amministrativo. Il centro è un correre di lunghe strade che portano al sistema di fortificazione e che si snodano sui costoni di calcare dei valloni circostanti.

La città era protetta sia dagli attacchi dell’entroterra sia da quelli che potevano venire dal maree possedeva grandi porte e numerosi templi, eretti intorno al 480 a.C., su di una cresta rocciosa che chiudeva la valle. I templi sono in stile greco-dorico e il materiale di costruzione è una pietra del luogo, dal caratteristico colore giallo: il tufo arenario.

Al massimo del suo splendore, Akragas si munì di un eccezionale sistema idrico di canali, fontane ed una piscina dove si dice fossero ospitati pesci e uccelli di specie mai viste; ora la zona, molto fertile e ricca di acqua ospita il giardino della Kolymbetra, dove ulivi saraceni, mandorli e carrube si affacciano sui sentieri di oggi.

Il Tempio di Giove Olimpico, voluto dal tiranno Terone, tra il 480 ed il 470 a.C., doveva essere uno tra i più grandi templi dell’architettura greca, dopo quello dell’Artemision di Efesto e di Didimeo di Mileto ed ancora oggi, anche se non rimangono le antiche colonne, appare in tutta la sua grandiosità. Caratteristiche sono le colossali figure umane alte oltre 7 metri, con le braccia ripiegate dietro la testa e le gambe unite che, senz’altro, rappresentavano gli sconfitti cartaginesi. Erano queste delle sorti di Cariatidi per sorreggere il peso delle travi dell’enorme costruzione.

Oltre il tempio di Giove si scorge quello dei Dioscuri. E’ questa una ricostruzione più o meno recente con parti architettoniche rinvenute in loco, la testimonianza delll’esistenza in questa area del culto dei Dioscuri: Castore e Polluce, l’area sacra è dedicata a Demetra e Kore divinità legate alla fertilità.

Il Tempio di Vulcano è sicuramente l’edificio più recente, mentre quello di Ercole è ipotizzato come il più antico; oggi ne rimangono 8 colonne, di cui quattro con capitello. Da qui, oltre il paesaggio incantevole, si possono vedere sia la Tomba di Terone che il Tempio di Esculapio.

Il Tempio Della Concordia è il monumento più conosciuto e meglio conservato della Valle dei Templi. Stravolto nelle sue strutture, poiché per lungo tempo adoperato come chiesa, si presenta immediatamente in tutta la sua maestosità. La costruzione poggia su un basamento e la sua struttura è stata realizzata in pietra calcarea, dipinta nella parte superiore con vivacissimi colori. Alcuni preziosi reperti qui rinvenuti sono oggi custoditi al museo Archeologico di Palermo.

Il Tempio di Giunone è posto sulla collina ed è preceduto da un grande altare per i sacrifici; rimangono in piedi, delle 34 colonne originali, solo 25; Incendiato dai cartaginesi, venne ricostruito dai romani, ma subì danni eminenti durante un terremoto nel periodo medioevale.

Dalla Valle  dei templi si raggiunge Selinunte  uno dei litorali sabbiosi più belli ed incontaminati d’Italia e del Mare Mediterraneo.

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Hamlet

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