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Cogne: l’eroina complice innocente: Anna Maria Franzoni

Cogne: l’eroina complice innocente: Anna Maria Franzoni“La faccenda non è andata proprio come dice Lei è più complicata, fare polemiche in questo momento non serve. Annamaria poteva cavarsela accettando di sottoporsi alla perizia psichiatrica, non ha voluto ha sempre detto che preferisce il carcere all’accusa di aver ucciso Samuele.

A Davide e Gioele penseremo noi. Nella vita bisogna avere uno scopo, il nostro ora è quello di ricreare per loro una vita il più possibile normale, hanno un padre, noi come nonni non siamo decrepiti, vivremo per loro e vicino a loro.

Cordialmente.

Mario Lorenzi”  suocero di Anna Franzoni

Occorrerebbe una nuova forte campagna mediatica che accenda il sopito  interesse soffocato nelle maglie del senso comune al fine di riproporre una revisione del processo per ridare dignità  e giustizia a colei che si è immolata per amore.

Il mio articolo nasce  per le parole della Franzoni ad una domanda di Emilio Fede.  

Cogne: l’eroina complice innocente.

Le premesse.

La risposta che la Franzoni ha dato a Bruno Vespa a porta a porta su cosa chiederebbe all’assassino di suo figlio è molto inquietante.Lei non vuole sapere chi ha ucciso suo figlio Samuele, ma chi c’era dietro quella mente alterata di coscienza.Chi è il vero mandante dell’efferato delitto. Quali motivazioni hanno potuto armare la mano che ha inferta una così crudele morte.

Lei pur sapendo come si sono svolti i fatti è sincera quando afferma di essere innocente, è sincera quando dice di essere sana di mente ed è sincera nel suo grande dolore di mamma.Non lo è invece in tutto quanto non si configura con la sua proclamazione di innocenza. E sono nate tante versioni, tanti indizi, tante armi del delitto, tante modalità, tanti orari, tanti sospetti, tanti indagati, e una sola possibile motivazione: il momento di follia.

Fiumi di interrogatori, sopraluoghi, sequestri, perquisizioni, filmati, foto, analisi,  tesi di accusa, e di difesa in migliaia di atti processuali.Se si aggiunge la campagna mediatica, giornalistica e televisiva il risultato a pochi giorni della sentenza è come un tzunami che avanza inarrestabile travolgendo coscienze su coscienze e come sempre spaccando  in due l’opinione pubblica.

Ma come stanno veramente i fatti?

Io, Michelangelo, novello don Chisciotte ho la presunzione di poter dire la mia versione che, come sempre, non cambierà nulla, non sarò creduto ma  non mi esime dall’affermare che la sentenza, purtroppo, legalizzerà o la condanna di una innocente o l’assoluzione di una reticente.La signora Franzoni sarà l’eroina di Cogne, e cercherò di dimostrarl. 

Ciò che è da prendere in considerazione:

  Ciò che è improbabile:

A mio avviso impossibile  che sia la madre l’autrice del delitto.

Ciò che è probabile:

Ciò che ci si chiede

Anche se questo credo che non sia probante in Italia e nemmeno legale

E se il gesto si dovesse ripetere?

Ciò che penso;

         che l’uomo rifletta!

         Ma nel dubbio non si può applicare la LEGGE che non ammette il dubbio.

Michelangelo Blanco

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