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Punto per Punto le modifiche alla manovra. Restano i comuni ma si dirà addio alle Province!Novità sulle pensioni

Modifiche alla manovraSono finite le trattative tra Lega e Pdl, eccone gli esiti. La manovra si farà. Da quel che è emerso sembra che dalle prossime tornate amministrative (già da maggio) diremmo Ciao alle Province.

La maggioranza sembra aver deciso all’unanimità. Intanto Palazzo Chigi fa sapere in una nota di agenzia che

 “Il decreto  dovrà essere approvato nei tempi previsti e a saldi invariati con le seguenti principali modifiche: sostituzione dell’articolo della manovra relativo ai piccoli Comuni con un nuovo testo che preveda l’obbligo dello svolgimento in forma di unione di tutte le funzioni fondamentali a partire dall’anno 2013 nonché il mantenimento dei Consigli comunali con riduzione dei loro componenti senza indennità o gettone alcuno per i loro membri. Riduzione dell’impatto della manovra -prosegue la nota- per Comuni, Province, Regioni e Regioni a statuto speciale. Attribuzione agli Enti territoriali di maggiori poteri e responsabilità nel contrasto all’evasione fiscale con vincolo di destinazione agli stessi del ricavato delle conseguenti maggiori entrate”.

Punto cardine delle modifiche approvate, secondo quanto riferisce sempre palazzo Chigi, la “sostituzione del contributo di solidarietà con nuove misure fiscali finalizzate a eliminare l’abuso di intestazioni e interposizioni patrimoniali elusive nonché riduzione delle misure di vantaggio fiscale alle società cooperative”. Ma resta il “contributo di solidarietà a carico dei membri del Parlamento”.

Quanto alle pensioni, si è deciso il “mantenimento dell’attuale regime previdenziale già previsto per coloro che abbiano maturato quarant’anni di contributi con esclusione dei periodi relativi al percorso di laurea e al servizio militare che rimangono comunque utili ai fini del calcolo della pensione. Il governo e il relatore  presenteranno le relative proposte emendative, aperti al confronto con l’opposizione nelle sedi parlamentari”.

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