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La meditazione e il lago calmo della mente

“L’arciere che non coglie il bersaglio non se la prenda
nè con l’arco, nè con la freccia, nè con il bersaglio,
ma con se stesso.” (Confucio)

Quando si parla di meditazione (dhyana in sanscrito), ci si riferisce obbligatoriamente ad almeno sei tradizioni spirituali dell’Oriente: Yoga, Vedanta, Buddhismo, Taoismo, Zen e Tantrismo, filosofie tutte più o meno imparentate tra loro. A prescindere a quale credo o teoria ci riferiamo, ciò che veramente conta di questo momento è che è possibile meditare in qualunque condizione esistenziale, sarà poi la meditazione stessa a suggerirci il modo come modificare la nostra vita. Dalla meditazione infatti nasce la saggezza che non deve applicarsi a fini ultimi, ma anche ai piccoli e grandi casi della vita. In realtà ogni meditazione bene eseguita dà luogo a una sua piccola o grande meditazione, ossia a una chiarificazione, ad un affinamento della sensibilità e ad una migliore comprensione di questo o quel problema.

Se ci sediamo in meditazione abbiamo ben in animo qualche obiettivo, che non deve essere  esclusivamente la soluzione dei massimi problemi esistenziali. Talvolta abbiamo bisogno di un momento di pace e di raccoglimento. Non esiste solo il grande e mirabolante potere di cogliere e cambiare tutto in una volta sola, ma anche il piccolo potere di capire e cambiare qualcosa nella propria vita, giorno dopo giorno. E’ questa la funzione della meditazione quotidiana.

La meditazione può essere definita un lavoro su di sè, una coltivazione della mente, un addestramento della sensibilità, una disciplina psichica.La nostra mente è un organo in grado di creare pensieri che prendono continuamente forma,ed i pensieri sono un insieme di energie e informazioni, secondo lo yoga può essere un ricordo o un desiderio.
Questi, associandosi, creano una sorta di softwer della nostra anima, sinchè continuiamo a pensare, la nostra mente è imprigionata in una vera e propria catena costituita di anelli di impressioni, azioni, desideri.

La meditazione ci consente di uscire da questi ingranaggi, almeno temporaneamente, e con essa riusciamo ad andare oltre l’esterno ed uscire dai limiti della mente condizionata, concentrandoci. Non c’è niente di straordinario nè di misterioso in questo, perchè la meditazione non è qualcosa che si impara da uno yogi esperto, ma si tratta di un’attitudine insita in ciascuno di noi. La sola differenza tra questa attitudine e la meditazione è che generalmente si deve imparare a focalizzare la mente sugli oggetti esterni, cosa che porterà ad uno stato di tranquillità e pace. E’ questo lo stato meditativo, che tuttavia non si può pensare di “imparare” a meditare come non si può imparare a dormire, ma si assiste allo sviluppo della facoltà di cadere in questi stati.

La meditazione influisce molto anche sul piano fisico tanto che gli  esperti hanno rigorosamente provato che un’ora di meditazione ha effetti sorprendenti sullo stesso organismo, tanto da ringiovanire il fisico, ridurre il  processo di invecchiamento,accelerare il momento della guarigione.Chi si accinge a meditare, per ottenere risultati soddisfacenti, dovrebbe innanzitutto scegliere un luogo adatto e silenzioso, dove non si venga mai disturbati, una sorta di tempio, anche se l’unico vero nostro tempio è il nostro corpo. Così pure scegliere per essa o l’alba o il tramonto e a stomaco vuoto così il nostro organismo non sarà  impegnato in altra attività e ci aiuterà in questa meravigliosa esperienza. Molta importanza  ha la postura del corpo.

La posizione che si assume, padmasana, posizione del loto, è stata messa a punto in migliaia di anni dai maestri e studiata in ogni suo particolare, ma se questa porta qualche difficoltà si può sedere semplicemente a gambe incrociate, con il busto ben eretto e le mani in zazen, ovvero i pollici si sfiorano, mentre le mani sono adagiate sulle ginocchia. Con il respiro ben regolato e ritmico concedete pure alla mente di vagabondare e di seguito focalizzatela su un punto, aiutandovi anche con la ripetizione di un mantra che condurrà ad un pensiero più puro in cui la vibrazione sonora si fonde perfettamente.

Se si dedica mezz’ora di meditazione al giorno si sarà in grado di affrontare la vita in pace e con energia spirituale, mentre la mente diventa calma e ferma.

 

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Comments

  • Giuseppe 9 agosto 2011 at 10:31 AM

    Riferendomi alla frase iniziale dell’articolo, il principio del kyudo è: ” Nn è importante che sia la freccia a cogliere il bersaglio; la freccia è colui che la scocca ”
    😉

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    • Acquario 9 agosto 2011 at 2:31 PM

      «Che debbo dunque fare?» chiesi pensieroso.
      «Imparare la giusta attesa».
      «E come si impara?».
      «Staccandosi da se stesso, lasciandosi dietro tanto decisamente se stesso e tutto ciò che è suo, che di lei non rimanga altro che una tensione senza intenzione».Lo zen e il tiro con l’arco. A presto

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      • Giuseppe 10 agosto 2011 at 8:36 AM

        vedo che la cultura orientale è conosciuta da te. Mi fa piacere 🙂

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        • Acquario 10 agosto 2011 at 5:12 PM

          da te sensei, questo è un complimento che accetto voletieri. E’ un campo vastissimo e bisogna avere costanza, molta costanza, studiare ma soprattutto praticare..praticare. a prestissimo

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