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Orosei, un mare di Sardegna

Orosei è la località che dà il nome alla rinomata costa della Sardegna centro-orientale ed è situato dove una volta era l’antico borgo Fanium Carisi, stazione termale dell’antica Roma,  nella splendida pianura attraversata dal Cedrino, che nasce nel Gennargentu e viene a sfociare nel Golfo di Orosei. Il letto del fiume è circondato dal  Monte Tuttavista, un massiccio calcareo che si erge isolato e dalla cui cima è possibile osservare il bellissimo golfo in tutto il suo sviluppo. Nel monte, che presenta una morfologia di tipo carsico con grotte e cavità, sono stati rinvenuti resti di fossili del Pleistocene. La montagna è ricoperta interamente dalla macchia mediterranea con numerosi esemplari di leccio, ginepro, lentischio. Qui, tra la vegetazione, spicca sa Pedra Istampada, la pietra forata, una scultura naturale realizzata dal vento. Tra questo verde il Golfo di Orosei si apre sulla costa, come un arco naturale e simmetrico, una falesia lunga quasi cinquanta chilometri. Pareti a picco, grotte e piccoli anfratti,un mare cristallino dai colori brillanti e intensi, mentre d’intorno la montagna custodisce perle di sabbia bianchissima. Non sono semplici cale ma un luogo dove il tempo si è fermato.

I boschi di lecci e la macchia mediterranea dell’entroterra arrivano fino al mare, ultimi spazi del Supramonte, un vasto territorio montuoso ancora selvaggio ricco di boschi e paesaggi lunari. Lungo le alte pareti a strapiombo sul mare nidificano il raro falco della regina Eleonora, il falco pellegrino e la rarissima aquila del Bonelli. Tutto il litorale, a partire dalla antistante Marina di Orosei fino alla spiaggia di Berchida, può vantare bellezze naturali come Cala Liberotto, Cala Ginepro e Bidderosa. Una lunga fascia dalla sabbia finissima intervallata da promontori piuttosto pronunciati che conferiscono alla costa una particolare valenza naturalistica.

Intorno un paesaggio straordinario dove si possono notare gli avvallamenti ed il cono denominato Conca de Janas, il maggiore dei vulcanelli, sorto nella zona di sprofondamento tettonico nell’entroterra del golfo, grandioso esempio dello sbloccamento marginale dell’antica Sardegna. Il paesaggio si fa, via, via interessante. La statale sale tortuosa ai piedi del mare, internandosi fra campi cespugliati e sparsi e radi ulivi e mandorli. Con lievi pendenze si scende e si attraversa l’intera pianura, poi si sale contornando la cresta del monte s’Ospitale, appendice isolata dei monti di Dorgali, circondata dalle lave e con ai piedi due sorgenti una carsica e una termale .

Orosei ha una storia ricca  e ancora oggi pare non staccata del tutto dalle profonde radici immerse nella tradizione. Lungo le strade antiche della cittadina si possono ammirare stretti vicoli su cui si affacciano le vecchie abitazioni in calce bianca intervallate da palazzotti ottocenteschi testimoni del florido passato di Orosei. Pittoresca è la piazza centrale, dominata dal curioso complesso architettonico della chiesa Primaziale, con le sue singolari cupolette del castello rimangono poche vestigia, mentre caratteristiche sono le così dette “cumbessias”, antiche casette, in pietra, presso la chiesa di Sant Antonio Abate, dove la gente trascorre la notte in occasione della festa in onore del santo.

Orosei dimostra di essere uno dei centri maggiormente preparati alla stagione turistica per la particolare attenzione per le sue naturali doti proteso alla salvaguardia dell’ambiente, un patrimonio naturale unico nel suo genere.

 

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