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Viaggio nell’anima della Sardegna: con il trenino verde attraverso località meravigliose difficilmente accessibili

“La Sardegna è un’altra cosa: più ampia, molto più consueta, nient’affatto irregolare, ma che svanisce in lontananza. Creste di colline come brughiera, irrilevanti, che si vanno perdendo, forse, verso un gruppetto di cime… Incantevole spazio intorno e distanza da viaggiare, nulla di finito, nulla di definitivo. È come la libertà stessa”   D.H Lawrence Mare e Sardegna (Sea and Sardinia)

Il viaggio dello scrittore inglese attraverso le pagine del bel libro ma sopratutto nella realtà: in Sardegna con il Trenino Verde , un piccolo treno turistico che attraversa le zone più selvagge della Sardegna. Viaggia per luoghi dove la natura è ancora intatta, foreste e laghi, coste e siti archeologici.  Cent’anni fa fu il primo collegamento col mondo e col mare di una delle zone più isolate della Sardegna interna. Il paesaggio è rimasto sostanzialmente lo stesso dai tempi del “Mare e Sardegna” di David Herbert Lawrence.

Partiamo da Cagliari, “bianca Gerusalemme del Mediterraneo”, capoluogo dell’Isola, con bei palazzi in stile Liberty, un centro storico senza uguali, città Europea, Mediterranea ed Africana. Con l’ antico treno a vapore, “trenino verde”, ci si dirige dentro le pagine del viaggio in Sardegna, quasi tuffandosi all’interno di uno straordinario percorso.

Lasciando Cagliari alle spalle, i paesaggi diventano collinari, mutevoli e diversi: boschi, rocce, campi coltivati, colline di mirto ed erica, “quasi Cornovaglia”, stazioni tardo ottocentesche disseminate nella Sardegna sconosciuta ai più, dove il turismo di massa ancora non giunge,  con tante storie di passione, amore per la natura, tradizioni locali e i tanti simboli della Sardegna.

La prima parte del viaggio si svolge attraverso il paesaggio collinare del Sarcidano: pochi chilometri e si giunge nella stazione di Isili a sud del paese. Isili è tra i più importanti centri della regione del Sarcidano, sede di un Museo per l’arte del Rame e del Tessuto. Il treno percorre il paese in tutta la sua lunghezza dopo aver lambito il bel Nuraghe Is Paras. Pochi tornanti e si arriva nella valle del Rio Mannu, dove su uno sperone di roccia, si può ammirare la chiesetta di San Sebastiano. Uscendo dall’abitato , la vegetazione aumenta e si va salendo fra il verde della macchia mediterranea. Da qui inizia un gran bel tratto, con la linea a mezza costa dominante sulla vallata, e con sullo sfondo il profilo piatto della Giara di Gesturi.

Altre piccole tappe lungo il percorso, e la littorina sale e si arrampica dentro boschi di secolari querce, tra dirupi e sorgenti: un paesaggio senza pari, gole su ponti sospesi nel vuoto e falchi, grifoni ed aquile. Sale il trenino verde si arrampica quasi a mille metri tra sbuffi e fumo per poi riprendere il percorso in discesa nelle valli famose per gli ottimi vini del luogo. Attraversata la più lunga galleria della linea, si arriva ad una delle più apprezzate destinazioni del viaggio: la graziosa stazioncina in comune tra i paesi di Belvì e di Aritzo, che guarda da lontano il caratteristico profilo del roccione calcareo di Su Texile dalla forma di un fungo sbrecciato. Aritzo è conosciuta per la famosa sagra delle castagne che si svolge ogni anno ad ottobre. Belvì conserva un prezioso centro storico con balconcini e architetture tipiche.

Il treno prosegue la corsa nella vallata del Rio Uatzu (un affluente del Tirso); in fondo, avanti e in alto, appare il paese dei campanacci e del torrone: Tonara. Da qui la linea, con serpentini avvolgimenti e altre opere di ingegneria, sale a valicare il contrafforte che porta nel Mandrolisai alla conca di Sorgono, il centro più importante della zona. Sorgono, il centro geografico della Sardegna nel Mandrolisai, zona collinare di notevole rilevanza per il turismo enogastronomico. Il paese sorge sul lato occidentale del Gennargentu, dominato da un paesaggio maestoso caratterizzato da una folta e ricca vegetazione, costituita da lecci, sugherete, castagneti e alberi di nocciole.Tra colline dolci, splendidi paesaggi che hanno ispirato alcuni importanti pittori spagnoli, si coltiva il vitigno tipico della zona: il muristello, immancabile sarà la visita al santuario di San Mauro con le piccole case dei pellegrini “muristenes.

Ora il viaggio in trenino può proseguire, e di nuovo su per la valle de Gennargentu, e poi giù verso l’Ogliasta. Ed è Arbatax il suo mare: un’ interminabile distesa di blu. Spiagge incontaminate, sabbie leggere, dorate e rosate, acque cristalline; il mare sardo che non si può dimenticare, belle cale e calette, qualcuna così nascosta da raggiungere solo in barca, altre invece solo con una buona passeggiata a piedi. Luoghi da fotografare, scenari che non trovano somiglianze. Alle spalle boschi e colline rendono questo angolo di Sardegna un luogo di pieno relax, alla scoperta di Tiscali, villaggio preistorico tra i più antichi d’Europa: un esempio della cultura nuragica. E ancora mare nei centri come Dorgali o Lanusei, Gairo e Tortoli alla riscoperta di piccoli laboratori artigianali dove ancora si producono manualmente lane e stoffe e splendida filigrana.

Un’isola quella sarda che molto offre all’interno di un territorio che in sé racchiude molti differenti aspetti tanto da essere spesso chiamata il piccolo continente.

 

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3 Commenti

    1. immaginare…askoltare…rikordare..i viaggi..del korpo e della mente…Questo è, anke kon l’aiuto della stessa sardegna. grazie d.Giuseppe…a presto 😉

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