Salute

Algoritmi e matematica in soccorso di chi soffre di diabete. Uno studio italiano

Algoritmi e matematica in soccorso di chi soffre di diabete. Uno studio italianoNuove speranza per la cura del diabete? Sembra così e da quel che si legge sembra anche che ci sia qualcosa a che fare con la tanto odiata matematica! Nella medicina contemporanea di grande importanza sembrano essere le cosidette cure personalizzate che per esempio vedono la mappatura genetica dei tumori e l’applicazione del miglior farmaco confacente al DNA del malato. Simile analisi e studio viene fatto per patologie cardiocircolatorie e anche per le diete. Gli esperti del diabete hanno scelto una strada analoga: combinano le misure che riguardano l’ età e il peso di una persona, la sua glicemia nelle diverse ore del giorno, quella a digiuno e, soprattutto, quella dopo il pasto (cui gli esperti danno grande importanza), la quantità di emoglobina glicosilata nel sangue (in sigla HbA1c, dà un’ idea dell’ eccesso di glucosio nel sangue, nei tre mesi precedenti), la presenza di obesità o di complicanze come l’ insufficienza renale cronica, e stabiliscono il “profilo” del paziente affetto da diabete di tipo secondo (quello dell’ adulto) su cui verrà “ritagliata” la cura. (Il corriere della sera) I nuovi  e contemporanei diabetologi studiano  i profili genetici e non solo. I pazienti, si legge, possono essere  inquadrati in cinque “tipi” principali. Lo studio e l’idea questa volta è tutta italiana e se ne è parlato in modo approfondito questo ultimo week end durante una convention di rilievo.

Secondo quanto ha spiegato il dottor  Carlo B. Giorda, (presidente dell’ Amd , associazione medici diabetologi ndr) esistono linee guida, per il trattamento del diabete, che non specificano quale farmaco scegliere per quel particolare tipo di pazienteì, da questo assunto lo staff medico ha deciso di studiare degli algoritmi, che identificano le patologie ed i pazienti.  Un esempio di “tipo diabetico”? Un paziente con iperglicemia lieve-moderata (HbcA1c 6,5- 9) che fa l’ autista o il muratore e che potrebbe correre un rischio professionale legato all’ ipoglicemia, cioè a un’ eccessiva riduzione del glucosio nel sangue in seguito alla somministrazione di certi farmaci, che, in questo caso andranno evitati. (Corriere della Sera). Gli algoritmi messi a punto permettono di cominciare le cure in modo precoce e sopratutto grazie alla memoria metabolica, ha sottolineato il dottor  Antonio Ceriello, che lavora a  Barcellona, all’ Istitut d’ Investigacions Biomèdiques August Pi i Sunyer “Se all’ esordio della malattia il glucosio rimane alto per troppo tempo (e la spia è appunto l’ emoglobina glicosilata), le complicanze del diabete saranno peggiori”. Insomma grazie agli algoritmi e alla matematica anche chi soffre di diabete potrà avere nuove chances.

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Un commento

  1. Ma oltre alla conoscenza matematica se si aggiungessero sostanze che l’erboristeria propone, come cannella, curcuma, erba di orzo-grano, succhi vegetali, alimentazione alcalinizzante e altro (acquisito nella cura del diabete, non da chi è spaventato dai medici) non sarebbe meglio? O si deve pensare che sia la matematica in sè che organizzando farmaci cura il diabete? […] e lo dice un diabetico, esperiente in cure che non nutrono la farmaceutica e i relativi dipendenti (dei farmaci non delle ditte)

    Per cortesia nei commenti si preferisce un tono meno polemico. Grazie.
    La redazione

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