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Dalla Slovenia una speranza di cura per il tumore. Meno chemioterapia grazie al lipozoma

ricercaUn gruppo di microbiologi  dalla Slovenia dell’ Istituto Scientifico “Jozef Stefan” che ha sede a  Ljubljana, ha annunciato di aver trovato un nuovo metodo per curare il cancro. Il gruppo pubblicato lo studio basato sun un nuovo protocollo farmaceutico  contro il cancro, lo studio condotto inoltre spiega l’importanza del  lipozoma magnetizzato negli organi colpiti.Nella loro relazione, i ricercatori dell’istituto Scientifico “Jozef Stefan” hanno sottolineato che, per ulteriori studi e approfondimenti della ricerca scientifica necessiterebbero di ulteriori  oltra 30 milla Euro, infatti sono  convinti che, con altri studi, il nuovo metodo   rivoluzionare l’attuale  trattamento del cancro e aumentare l’efficacia della chemioterapia. A seguito della presentazione pubblica dello studio il  Ministero sloveno della Scienza e della Tecnologia inviato una nota stampa sottolineando che i ricercatori sloveni hanno condotto la ricerca in collaborazione con uno staff internazionale di medici e ricercatori   provenienti dalla Russia e dagli Stati Uniti.
La presentazione ufficiale per è stata fatta dal Dr. Boris Turk  (mebro dello staff sloveno ndr) che ha spiegato alla Televisione slovena che, il metodo con cui viene attuata la terapia ovvero l’inserimento nel corpo di alcuni farmaci che  distruggono  le cellule tumorali, focalizzando la sua attenzione sul uso del lipozoma, che, come è noto sono microparticelle la cui composizione è simile a quella della membrana cellulare.  Il sitema rivoluzionario sta nel fatto che grazie al lipozoma il farmaco non potrà mai entrare in contatto con una parte sana del nostro corpo e  per sconfiggere il male sarà necessaria una quantità minore di medicinali. Secondo i  Media sloveni si tratta di una nuova forma di chemioterapia dal successo rivoluzionario, la dimostrazione è stata data dall’ottima riuscita dell’esperimento sulle cavie da laboratorio. c
Per gli scienziati la ricerca avrebbe bisogno di ulteriori 20-30 mila Euro e, stante le situazioni attuali,  lo staff ha intenzione di chiedere i fondi agli   Stati Uniti. Il metodo potrebbe essere perfezionato e testato su esseri umani, per testare  il protocollo servirebbero altri 5 o 6 anni attraverso le regolari prove di ricerca sull’essere umano.
Ivo Scepanovic

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