EUCOOKIELAW_BANNER_TITLE

Maria Concetta Cacciola chiede aiuto allo Stato per rompere una reclusione frutto di mentalità

Vittima del pentimento si uccide Maria Concetta CacciolaMaria Concetta Cacciola, la donna pentita dell’ndrangheta che il 22 agosto si è uccisa con l’acido muriatico aveva lasciato nel suo alloggio di Rosarno una sorta di memoria audio. Il file è stato consegnato dai familiari, alla Procura di Palmi, quando qualche giorno fa si erano recati a denunicare una sorta di istigazione al suicido. Ecco una trascrizione di quel che Maria Concetta ha detto: ”Ho detto delle cose allo scopo di andare via da casa. La mia cosa per fargliela pagare, la mia rabbia”. Sembra che Maria Concetta abbia scelto di collaborare con la Giustizia perchè gli uomini di famiglia (padre e fratello ndr) non la facevano uscire di casa. Il racconto di Maria Concetta poi prosegue: ‘ero disposta a dire cose che non c’erano, che non esistevano. Sempre perche’ volevo andare via”.

La donna spiega di essere stata sentita dai magistrati ed essere stata trasferita a Cosenza, Bolzano e Genova. Durante la permanenza a Bolzano si e’ pero’ ravveduta ”ho capito cosa stavo combinando perche’ per rabbia dicevo cose che non c’era”, confessa.

“C’erano state delle lettere anonime, mi alzavano le mani, non potevo uscire e non potevo avere amicizie. Da quando sono arrivate le lettere anonime non si viveva più. Mi capitò di andare dai carabinieri per altre vicende ed allora ho chiesto se potevano darmi una mano perché avevo paura che mi succedesse qualcosa. Dopo qualche giorno i carabinieri mi hanno detto di sì, io gli ho detto qualunque cosa pur di andare via da casa mia. Dopo sono venuti due magistrati a parlare con me e mi hanno trasferita a Cosenza. Dopo aver trascorso un mese e mezzo a Cosenza mi hanno portato a Bolzano. Io, nelle cose che dicevo, mettevo di mezzo sempre mio padre e mio fratello perché ero arrabbiata con loro. Poi a Bolzano mi sono resa conto di quanto stavo combinando ed allora ho chiesto un avvocato. Sapendo che quello che stavo combinando era troppo grande ho deciso di tornare indietro”. “A Bolzano c’era qualcuno che mi aveva riconosciuto ed allora mi hanno trasferito a Genova. Ho sentito mia madre e lei è salita a Genova. Dopo questo incontro mia madre è salita anche una seconda volta con mio fratello e mia figlia. Dopo quest’ultimo incontro ho deciso di tornare a casa. Tornando a casa mia ho riacquistato la mia serenità” Le parole schck di Maria Concetta sono forti, feriscono il cuore.

About the author

"Amo ricercare, leggere, studiare ogni profilo dell'umanità, ogni avvenimento, perciò mi interesso di notizie e soprattutto come renderle ad un pubblico facilmente raggiungibile come quello della net. Mi piace interagire con gli altri e dare la possibilità ad ognuno di esprimere le proprie potenzialità e fare perchè no, nuove esperienze." Eleonora C.

Related

JOIN THE DISCUSSION