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Popular o Loser? I nuovi modelli sociali approndano a Scuola. Affrontare al meglio il rientro in classe

I nuovi modelli sociali: popular o loserSettembre, la scuola sta per iniziare, fra qualche giorno le campanelle di tutta Italia, quasi all’unisono daranno inizio alle lezioni scolasti e tra i banchi tanti saranno i nuovi allievi. Ecco però che chi va in ansia al solo pensiero sono gli adulti, i genitori. Leggendo qui e là per la rete abbiamo trovato importantissimi spunti di riflessione, ci sono nuove categorie per definire i giovanissimi:  popular, popolare, e loser, perdente. Ma quale è il loro vero significato? Così in apparenza sembrerebbero rimandarci a qualcosa molto vicino ai modernissimi socialnetwork. Ebbene si, ci siamo quasi. I termini non hano nulla a che vedere con il terrore di non essere dei bravi alunni, di essere “asini”, le parole sono legate essenzialmente al successo personale che ogni discente può avere all’interno di una classe.

Popular è il ragazzo di successo nel gruppo dei pari, essere etichettato perdente ovvero loser sarebbe scandaloso e creerebbe, sembra, depressioni e persino il rifiuto dello studio. In una intervista al Corriere della Sera il dottor   Gustavo Pietropolli Charmet, psichiatra esperto di adolescenti  dichiara: «Oggi come quarant’anni fa il ritorno a scuola può essere fonte di preoccupazione, ma la minaccia non è più quella di un castigo. Il timore per ragazzi è di fare brutta figura con i compagni sulla passerella della scuola e di deludere le aspettative dei genitori che vogliono ragazzi di successo. Non si tratta più di una paura etica, ma di una paura estetica, non legata al sentimento di colpa, ma a quello di vergogna». Oggi non si teme il brutto voto ma l’insuccesso sociale, questo genera un’ansia interiore difficile da gestire a scuola e a casa.  Un tipo popular certo non temerà un test quanto invece il timore sarà ingestibile nel tipo loser. Questa estate su Scienze l’Università di Chicago ha pubblicato un importissimo studio in base al qualte 70 universitari hanno misurato le loro capacità di calcolo, nello stesso momento sono stati sottoposti a test sul livello dicortisolo, l’ormone dello stress, nella saliva, tra i meno dotati, lo stress non faceva differenza, mentre lo stress variava tra i migliori. Insomma se si è sempre stati apprezzati alla fine ci si stressa di più, mentre il tipo loser tende a resistere allo stress a causa dell’esercizio.. C’è però un trucco apparentemente banale per cercare di superare questo ostacolo. Da un altro studio pubblicato sempre su Science si dimostra che è possibile annullare l’effetto negativo dello stress, dedicando un quarto d’ora, massimo mezzora prima della prova, di qualunche genere essa sia un paio di minuti a mettere giù le nostre emozioni. Certo lo stress da prestazione è tipico di chi è vincente, ma, ciò non toglie che il perdente invece sarà vittima di un piccolo stress quotidiano dovuto dalle tante insicurezze che non riescono nemmeno ad essere palesate. Affrontare al meglio il rientro a scuola sarà un bene per gli studenti ma anche e sopratutto per i genitori che devono stare attenti al modello educativo imposto ai figli.

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