Scienze e Tecnologia

Lutetia il fossile spaziale

Lutetia foto fonte Ansa

Nuove scoperte arrivano dall’astrofisica!  La sonda Rosetta ha incontrato l’asteroide Lutetia, la sua scoperta si deve indubbiamente ad alcuni ricerctori italiani, ormai è notizia che Lutetia è molto simile a un  planetesimale più che agli altri asteoridi. Ma cosa sono i planetesimali? Sono dei fossili del Sistema Solare testimoni della sua formazione, ma anche le prime unita’ che collidendo e aggregandosi hanno dato vita ai pianeti.

Lutetia misura 121 chilometri di lunghezza e sulla sua superficie è presente uno strato di regolite, lo studio di Lutetia è stato possibile grazie a Virtis ed ai finanziamenti  dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), il gruppo italiano coordinato da Angioletta Coradini, scomparsa di recente, ha studiato temperatura e composizione della superficie di Lutetia. L’asteroide non sembra essere stato modellato dall’acqua. Grazie a queste osservazioni, spiega l’Istituto di astrofisica, “è stata ottenuta la mappatura della temperatura superficiale dell’asteroide, che oscilla tra -210 e -28 gradi centigradi, e analizzata la composizione della sua superficie che risulta essere molto simile a quella di meteoriti primitive“. La sonda dell’Esa, si trova ora in viaggio verso il suo obiettivo scientifico principale, la cometa Churyumov-Gerasimenko che incontrera’ nel 2014. L’analisi delle misure raccolte dicono che alcune regioni della sua superficie sono databili a circa 3,6 miliardi di anni, un’eta’ che lo pone tra i primi corpi che hanno popolato il nostro Sistema solare. Un’altra caratteristica saliente di Lutetia – prosegue l’Inaf – è la sua elevata densita’, pari a 3,4 grammi per centimetro cubo. Per paragone, la densita’ media della Terra e’ di 5,5 grammi per centimetro cubo. Questo valore così elevato potrebbe far supporre che Lutetia nel corso della sua evoluzione abbia subi’to un processo di fusione interna, dovuta al riscaldamento generato dal decadimento di materiali radioattivi presenti nella sua struttura”.

E’ stato Osiris a permettere di stabilire l’elevata densita’ di Lutetia (pari a 3,4 grammi per centimetro cubo) e la sua eta’, di circa 3,6 miliardi di anni. I dati di Virtis, descritti in uno studio coordinato da Angioletta Coradini, ricercatrice Inaf, recentemente scomparsa, dimostrano ”come la superficie di Lutetia sia estremamente uniforme dal punto di vista della sua composizione” osserva il co-autore Fabrizio Capaccioni, dell’Inaf- Istituto di fisica dello Spazio Interplanetario (Ifsi) di Roma, e responsabile scientifico di Virtis. Lutetia, inoltre, prosegue l’esperto, ”ha mantenuto le caratteristiche di una crosta primordiale, formata da materiali assimilabili a meteoriti primitive, come condriti carbonacee ed enstatitiche”. Dai dati emerge anche che la superficie dell’asteroide non e’ stata modellato dall’acqua e che ha temperature medie che oscillano tra 210 e 28 gradi sotto lo zero. Lutetia, inoltre, e’ ricoperto di uno strato di polvere molto fine ed omogeneo, simile alla regolite che copre la Luna.

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