
A Rosarno, a Filandari ed in tanti altri paesi della provincia di Vibo Valentia, raccoglieva la cera dei lumini votivi, la cera fusa veniva messa in delle formine di canna che si posizionavano all’interno di zucche (piccole), oppure di peperoni e cipolle vuote e così si costruivano delle particolari lampade votive, le candele così realizzate venivano usate esclusivamente nelle notti autunnali, che poi erano nello specifico quelle tra ottobre e novembre. E’ anche vero che una sorta di Halloween si realizzava in questo sperduto angolo di Aspromonte, dove, sempre forniti di queste speciali lampade nelle “notti dei morti”,si girava per le strade del paese, si bussava alle case dei compaesani per chiedere qualcosa per “i beniditti morti”, in cambio si ricevevano dolciumi, monete, fichi secchi, corbezzoli, castagne, noci e nocciole. Anche in Calabria poi, sempre in queste sere di autunno si andava in giro con delle grosse zucche svuotate e intagliate a forma di cranio sdentato, illuminate da una candela posta all’interno, erano queste le cosìdette “teste di morto”, in questo periodo poi le notti sono più buie e le teste di morto di pongono dinnanzi alle finestre per illuminare la via alle anime dei defunti.
Ovviamente anche qui non mancano i dolci tipici tra cui le ottime ossa di morto.