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Ciao Anita! A novant’anni si spegne Anita Malvasi, Laila, una delle poche donne partigiane comandante di distaccamento

Ciao Anita! A novant'anni si spegne Anita Malvasi, Laila, una delle poche donne partigiane comandante  di distaccamentoSe ne va un’altra testimonianza della lotta partigiana. Si è spenta a 90 anni  Anita Malavasi.Dalla Gazzetta di Reggio si apprende che la Malavasi, dopo l’8 settembre 1943 prende il nome di Laila e nella fredda primavera del 44 inizia la sua lunga attività clandestina di staffetta partigiana, come tante altre donne porta armi dalla città alla montagna. Laila fa parte della 144esima Brigata Garibaldi “Antonio Gramsci”, poi dal 2 gennaio ’45 alla liberazione è protagonista della lotta armata nell’Appennino reggiano. Grazie alla sua strenua lotta diventa comandante partigiana, una delle poche donne della Resistenza ad ottenere il titolo di comandante di distaccamento.La sua vita da combattente per la libertà non la tiene lontana dai sentimenti infatti si innamora di un partigiano che poco dopo muore sul campo. “Laila”  non lo dimenticherà, infatti in un libro scriverà che il suo modo di ricordarlo era andare a portare un fiore sulla sua tomba. Dopo la rinata libertà Laila continua il suo impegno civile e politico, infatti per 10 anni sarà consigliere comunale a Reggio Emilia ma sopratutto sarà una sindacalista della Cgil: responsabile della Commissione femminile provinciale della Cgil, segretaria del sindacato tessile e abbigliamento, componente della segreteria provinciale della Federbraccianti e Federmezzadri, della segreteria provinciale e del consiglio nazionale dell’Anpi, nel coordinamento femminile dell’Anpi .

 lL’Anpi di Reggio Emilia la ricorda così: «Laila è stata una protagonista del difficile cammino che le donne hanno compiuto per la conquista della libertà. E’ stata una leader riconosciuta ed amata delle lotte delle donne per vedere riconosciuti diritti umani fondamentali: il diritto al lavoro, il rispetto e riconoscimento del valore del loro lavoro e del valore sociale della maternità. Ha dedicato tutte le sue energie  a trasmettere ai più giovani la memoria storica della sua straordinaria esperienza di vita e del ruolo che le donne hanno giocato nella conquista, nella difesa e nello sviluppo della nostra democrazia».

 

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