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I Giganti di Mont’e Prama: lavori di restauro conclusi. A breve il loro ritorno a Cabras

I Giganti di Mont'e Prama: lavori di restauro conclusi. A breve il loro ritorno a CabrasI Giganti di Mont’e Prama sono sculture nuragiche a tutto tondo, i cui frammenti sono stati trovati casualmente nel marzo del 1974 in un campo del Sinis nei pressi di  Cabras, paese in provincia di Oristano.

Statue forse un po’ dimenticate negli oltre trent’anni intercorsi dal momento della scoperta e che oggi vengono esposte a Sassari nella mostra “La pietra e gli Eroi“, inaugurata, al Centro di Restauro di Li Punti, proprio a conclusione dei lavori di restauro delle statue di Mont’e Prama.

La caratteristica generale dei manufatti  riconduce ai bronzetti nuragici, e di fatti molte statue rievocano proprio i guerrieri riprodotti nel bronzo nuragico. Altra particolarità che lascia notevolmente perplessi è la forma degli occhi: due cerchi concentrici perfetti, fatti con una sorta di compasso che non trova eguali in nessun’altra arte scultorea antica del bacino del mediterraneo occidentale. Negli ultimi periodi i Giganti sono stati al centro di controversie, e non solo di profilo archeologico. Cabras nel cui territorio si trova il sito originario ne ha sempre rivendicato la proprietà, mentre le sovraintendeze e le rappresentanze politiche, anche se non tutte, optavano per altre destinazioni.

Finalmente durante la cerimonia dell’inaugurazione, a cui ha presiduto il presidente della regione Sardegna, Ugo Cappellacci, verrà firmato il Protocollo d’intesa per la definizione dei programmi di valorizzazione del complesso scultoreo e del sito archeologico di Mont’e Prama. È notizia certa che dopo la mostra a Sassari, dove è avvenuto il restauro, le statue faranno ritorno a Cabras, dunque al luogo d’origine, dove verrà potenziato il museo locale.

Questa volta il ritorno a Cabras sembra essere reale, e, le statue, restituite alla loro terra di origine, potranno finalmente essere conosciute e mostrate anche grazie all’animo, la lotta e la passione che alcuni cittadini da anni vi ripongono. L’antico esercito di statue, sarà certamente accolto in quell’angolo di Sinis, realizzando così una delle grandi battaglie culturali del dottor Efisio Trincas, che, durante il suo mandato di sindaco, ha quotidianamente richiesto il ritorno e la creazione in loco di una struttura atta ad ospitare i Giganti di Mont’e Prama.

 

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5 Commenti

  1. Più che dagli occhi, che potrebbero non essere occhi, io sono rimasto incuriosito da quelle trecce, che ricordano certi popoli orientali? E se i cerchi fossero solo un richiamo a un clan o una cosa del genere? Vista la semplicità e la bellezza del resto, mi pare assurdo che quelli siano occhi! Guardate le trecce e come son fatte: hanno dettagli… quendi potevano fare senza problemi occhi molto più armonici… non darei per scontato che “gli occhi” non siano un’aggiunta successiva… ma resto dell’idea che non sono occhi! ^^

    1. La treccia ha colpito anche me. Sembra un retaggio orientale. Lessi anni fa un libro che parlava dell’evoluzione dell’uomo, dove l’autore sosteneva che nel dna sardo c’era il ceppo asiatico. Vero o nn vero..xchè no?

          1. certo ci sarà molto dafare a cabras: locali idonei, personale..ma che rientrino nella loro terra è più che giusto 🙂

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