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Ex campo di concentramento di Gonars: cerimonia in memoria

Nell’autunno di 70 anni fa a nord dell’abitato di Gonars iniziò la costruzione di un campo di concentramento dell’esercito fascista, prima destinato a prigionieri del fronte russo, poi nel 1942, alle persone rastrellate nella provincia di Lubiana. Sono ancora visibili i resti delle banchine ferroviarie dove dai carri furono scaricate migliaia di persone, per la maggior parte donne, vecchi e bambini: 453 non fecero più ritorno a casa, decimati da fame, freddo e malattie. Tanti bambini sono nati e morti in quel campo.
Tra quei prigionieri anche la madre, allora diciassettenne e parte della famiglia di Barbara Miklič Türk, consorte del Presidente della Repubblica Slovena. Intervenendo di fronte ai quattro mosaici che ricordano quel luogo la signora Türk, visibilmente commossa, ha ricordato come il nome di Gonars per la sua famiglia e per tante persone in Slovenia sia ancora sinonimo di dolore e sofferenza. Ha poi ringraziato per l’invito e chi ha voluto erigere il monumento, dove ha poi deposto un grande mazzo di rose rosse. “Ci ha dato l’occasione – ha detto – per riflettere e ricordare con rispetto. Gloria e onore a tutti i caduti.”
In precedenza al cimitero di Gonars dove dal 1973 sorge il monumento che ricorda i morti nel campo, c’è stata la cerimonia ufficiale. Dopo il sindaco Del Frate i discorsi dei rappresentanti della Provincia di Udine, dei Parlamenti Sloveno e Croato e delle associazioni partigiane.
Prima di deporre tre corone alle steli slovena, croata e italiana, l’intervento del presidente della Regione Renzo Tondo.
La nostra democrazia – ha detto – è stata conquistata anche con il sangue, il coraggio e persino la vita di quelle persone passate per questo campo. Presto anche la Croazia sarà dell’Unione Europea e tutti assieme dovremo trasmettere ai giovani questi valori per poter andare avanti e contrastare i giorni di questa difficile crisi.
Fonte: TGR del Friuli Venezia Giulia 01/11/2011

About the author

Alessandro Rasman, 48 anni, triestino. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo politico-economico presso l'Università di Trieste; è malato di sclerosi multipla, patologia gravemente invalidante, dal 2002. Per Mediterranews cura una speciale rubrica sulla sclerosi multipla.

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