EUCOOKIELAW_BANNER_TITLE

La perdita del patrimonio marino

La perdita del patrimonio marinoLa pesca a strascico è un tipo di pesca molto praticata nelle acque del Mediterraneo e nelle nostre coste. Eppure sentiamo dire dai pescatori che non è più praticata come prima… Si è vero ma questo è per nascondere i danni veri che essa provoca nel fondale marino.
Ancora oggi vengono utilizzati i metodi proibiti dalla Capitaneria di porto competente, in quanto vengono usate maglie strette che raccolgono anche le piccole nate sia di pesci e crostacei e non solo.
I tipi di reti più usate in questa pesca sono: a strascico bentonica o quella sfogliara. Ecco forse per chi non è un  appassionato di pesca non può cogliere il vero danno che esse apportano al mare e al suo equilibrio.
La rete a bentonica oggi è una delle più utilizzate per la raccolta di molluschi o per i pesci detti da “fondale”. Già la parola fondale ci fa pensare a tutto ciò che esso ospita: ebbene sì, viene raccolto tutto, questo significa distruzione.
La rabbia è nell’uso della rete cosidetta gangamella, che presenta maglie extra piccole n°4-6, alcuni azzardano anche maglie più piccole in particolare per crostacei di piccola taglia.
Il problema non è questo. La conseguenza è la SELEZIONE.
Sappiamo benissimo che se adoperiamo una rete per vongole quindi una rete con maglie strette, ne tiriamo fuori anche piccoli pesci, stelle marine, coralli e alghe.
Abbiamo l’idea di come sta diventando il fondale marino?

Abbiamo l’idea di cosa vuol dire perdere tutte le bellezze che esso ci offre?
Mi è capitato diverse volte quando ho effettuato anni scorsi le mie battute di pesca notturne di osservare in lontananza dei pescherecci effettuare questo tipo di pesca. Al tempo non ero molto informato a riguardo ma poi ho chiesto ad altri pescatori e mi dissero che si trattava della pesca a strascico. La notizia mi aveva interessato ma quando mi sono informato l’ho ritenuta molto distruttiva.
Il bello è che il 50% non hanno la licenza o l’autorizzazione di praticarla a norma. Oggi nel 2011 andiamo a pescare per passare un’oretta e vediamo pochissime toccate, dovute all’ignoranza dell’uomo che effettua la pesca che non deve.
Chi va a pescare sa cosa di bello il mare offre. Offre tantissime bellezze che si sono create nel corso degli anni ma basta poco per distruggerle…
Se vediamo qualcuno che non rispetta le regole del mare, una chiamata alla Guardia Costiera costa ben si poco!
Rispettiamo la flora e la fauna marina! Rispettiamo la nostra natura!

Giovanni Scanu

About the author

Related

JOIN THE DISCUSSION

Comments

  • Il verde rame: una “tecnica di pesca” ormai diffusa | Mediterranews 10 novembre 2011 at 9:29 PM

    […] Giovanni Scanu. Related content: La perdita del patrimonio marino […]

    Reply
WP Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com