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The Killing: ma è tornata Laura Palmer?

Se eravate curiosi di visitare Seattle, la visione di “The Killing” probabilmente vi farà cambiare idea. A meno che non abbiate un animo dark infatti la città si presenta immersa in un autunno perennemente plumbeo e piovoso, quasi a rispecchiare lo stato d’animo dei protagonisti intorno alla vicenda narrata. L’omicidio della giovane Rosie Larsen, brillante studentessa dalla doppia vita, e le atmosfere lente e pesanti, hanno indotto molti a credere che questo “The Killing” fosse in fondo un remake del celebre Twin Peaks, seppur depurato di ogni aspetto visionario. L’ opera di Lynch non ha niente a che fare con questa serie, che in realtà è il remake del telefilm  danese “Forbrydelsen”, successo europeo sconosciuta in Italia.
La storia: alla vigilia delle elezioni cittadine una detective in procinto di trasferimento e matrimonio si trova a dover indagare sull’omicidio di una studentessa. Il caso la ossessiona tanto da farle trascurare la sua gia difficile vita privata e la faccenda sembra complicarsi quando subentrano alcuni collegamenti tra la giovane vittima, l’antiterrorismo e il ruolo nella vicenda di uno dei due candidati a sindaco. Il finale di stagione lascia aperti ancora diversi interrogativi,  strumentali all’avvio della seconda serie: il network conferma che finalmente si scoprirà chi ha ucciso la giovane Rosie, il che tornando al parallelismo con Twin Peaks potrebbe voler dire anche la conclusione della serie. Per fortuna aggiungiamo, difficilmente qualcuno potrebbe reggere dieci stagioni di autunno o un ipotetico Diario di Rosie Larsen.



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